La ricarica MagSafe dell’iPhone 17e è davvero un problema? I test dicono di no
Quando Apple ha presentato l’iPhone 17e, i dubbi non mancavano. Il predecessore, l’iPhone 16e, aveva lasciato parecchia amarezza tra gli utenti: un processore potente, tanta RAM, ma compromessi evidenti in troppe aree. E la sensazione, almeno sulla carta, era che anche il nuovo modello potesse ripetere lo stesso copione. Eppure, almeno su un fronte specifico, le cose stanno andando meglio del previsto. Parliamo della ricarica wireless MagSafe, che sull’iPhone 16e mancava del tutto e che ora finalmente torna, anche se in una versione non esattamente di ultima generazione. La tecnologia montata sull’iPhone 17e è infatti limitata a 15W, contro i 25W della versione più recente presente sull’iPhone 17 standard. Una differenza che, numeri alla mano, pesa. Ma forse molto meno di quanto si potrebbe pensare.
I numeri del test: quanto ci mette davvero a caricarsi?
Per capire l’impatto reale di questa differenza, è stato condotto un test pratico piuttosto semplice. Entrambi i telefoni, iPhone 17e e iPhone 17, sono stati scaricati completamente e poi ricaricati con un caricatore MagSafe ufficiale Apple collegato a un alimentatore da 67W, così da eliminare qualsiasi collo di bottiglia. I risultati? L’iPhone 17e impiega poco più di tre ore per una ricarica completa, circa 3 ore e 3 minuti. L’iPhone 17 fa lo stesso lavoro in circa 2 ore e 6 minuti. Va detto che l’iPhone 17e ha una batteria leggermente più capiente (4.005 mAh contro 3.692 mAh), quindi c’è più energia da immagazzinare. Però, visto che l’autonomia effettiva non migliora rispetto al modello standard, questo dettaglio non giustifica granché.
Il dato forse più utile riguarda il tempo per raggiungere l’80 percento di carica, soglia spesso consigliata per preservare la salute della batteria nel lungo periodo. Qui l’iPhone 17e ci mette circa 2 ore e 15 minuti, mentre l’iPhone 17 arriva allo stesso livello in poco più di un’ora e un quarto. Il divario c’è, è innegabile.
Perché nella vita reale questa differenza conta poco
Detto questo, vale la pena fare un passo indietro e ragionare su come la maggior parte delle persone usa effettivamente la ricarica wireless. La risposta, nella stragrande maggioranza dei casi, è: di notte, sul comodino. E in quel contesto, che il telefono ci metta due ore o tre non fa alcuna differenza pratica. Basta che si carichi completamente entro la mattina, e l’iPhone 17e lo fa in meno della metà del tempo di una notte di sonno.
Poi certo, ci sono i momenti di emergenza. Quelli in cui si esce di fretta e il telefono è al 10 percento. Ma in quei casi, la scelta naturale è il cavo. Apple dichiara che l’iPhone 17e può passare da zero al 50 percento in circa mezz’ora con un adattatore cablato da 20W, il che è più che sufficiente per la maggior parte delle situazioni.
Il vero salto di qualità rispetto all’iPhone 16e è proprio avere finalmente il MagSafe. La comodità di appoggiare il telefono su un disco magnetico, senza dover cercare il punto giusto o armeggiare con i cavi, è una di quelle piccole cose che si notano solo quando mancano. Avere la versione più veloce sarebbe stato meglio? Ovviamente sì. Ma tra non averlo affatto e averlo a 15W, il guadagno è enorme. E probabilmente con il futuro iPhone 18e arriverà anche l’aggiornamento alla velocità piena. Per ora, però, questo è un compromesso con cui si può convivere senza troppi rimpianti.


