Apple punta sulla produzione negli Stati Uniti: nuovi partner per i componenti di iPhone
La notizia ha un peso specifico notevole per l’intera filiera tecnologica. Apple ha annunciato quattro nuovi membri del suo American Manufacturing Program, il programma che punta a rafforzare la produzione di componenti critici sul suolo statunitense. I nomi coinvolti sono TDK, Bosch, Cirrus Logic e Qnity Electronics. Il messaggio è chiaro: Apple vuole che sempre più pezzi dei suoi dispositivi, a partire da iPhone, nascano in fabbriche americane.
Il primo annuncio riguarda TDK, che produrrà per la prima volta negli Stati Uniti sensori a magnetoresistenza tunnel (TMR), utilizzati negli iPhone venduti in tutto il mondo. Questi sensori sono fondamentali per funzionalità come la stabilizzazione della fotocamera. Poi c’è la collaborazione tra Apple, Bosch e TSMC: insieme lavoreranno alla produzione di circuiti integrati per il nuovo hardware sensoristico di Bosch, all’interno di uno stabilimento TSMC nello stato di Washington. Si tratta di chip che abilitano funzioni come il Rilevamento Incidenti, il tracciamento nell’app Attività e le misurazioni di altitudine su iPhone e Apple Watch.
Semiconduttori, intelligenza artificiale e un investimento da 400 milioni di dollari
C’è anche il fronte semiconduttori, e qui entra in gioco Cirrus Logic. Apple collaborerà con Cirrus Logic e GlobalFoundries per sviluppare nuove tecnologie di processo semiconduttore in un impianto GlobalFoundries a New York. Questa partnership permetterà di realizzare soluzioni per diversi componenti dei prodotti Apple, compresi i chip avanzati che alimentano i sistemi Face ID. Infine, Qnity Electronics e HD MicroSystems forniranno materiali e tecnologie di ultima generazione essenziali per la produzione di semiconduttori, con l’obiettivo dichiarato di “portare innovazione nel campo del calcolo ad alte prestazioni e dell’intelligenza artificiale”.
Il quadro economico dietro queste mosse è impressionante. L’American Manufacturing Program si inserisce nell’impegno quadriennale di Apple da 600 miliardi di dollari destinati alla manifattura e all’innovazione negli Stati Uniti. Di questi, 400 milioni saranno dedicati specificamente ai quattro nuovi partner del programma, con un orizzonte temporale che arriva al 2030.
Le parole di Tim Cook e il contesto più ampio
Tim Cook, il CEO di Apple, ha commentato così: “Crediamo nella forza dell’innovazione e della manifattura americana, e siamo orgogliosi di collaborare con ancora più aziende per produrre componenti critici e materiali all’avanguardia per i nostri prodotti proprio qui negli Stati Uniti”. Non è retorica fine a sé stessa. Il programma, già avviato da tempo, conta tra i suoi membri iniziali nomi del calibro di Amkor, Broadcom, Corning, Samsung e Texas Instruments, tra gli altri.
Quello che Apple sta costruendo con l’American Manufacturing Program non è solo una questione di catena di fornitura o di politica industriale. È un segnale preciso: i componenti più strategici degli iPhone e degli altri dispositivi Apple devono avere radici produttive sempre più solide negli Stati Uniti. E con investimenti di questa portata, il messaggio arriva forte e chiaro a tutta l’industria tecnologica globale.


