Ron Wayne e la questione del 10% di Apple: una storia che non smette di sorprendere
La vicenda di Ron Wayne e della sua presunta quota del 10% in Apple continua a far discutere, e stavolta con un colpo di scena che pochi si aspettavano. Il terzo cofondatore della società più ricca del pianeta non sembra affatto intenzionato a lasciar cadere la questione. Anzi, ha raddoppiato la posta sulla sua affermazione, decisamente singolare, di possedere ancora oggi una fetta significativa dell’azienda di Cupertino.
Per chi non conoscesse la storia: Wayne fondò Apple insieme a Steve Jobs e Steve Wozniak nel 1976, ma lasciò l’azienda dopo appena 12 giorni. Fu liquidato due volte per la sua partecipazione e, da quel momento, la narrazione ufficiale lo ha sempre dipinto come l’uomo che rinunciò a una fortuna incalcolabile. Eppure Wayne la vede in modo diverso, e non sembra voler fare il pignolo tanto per il gusto di farlo.
Una distinzione sottile ma potenzialmente esplosiva
Quando Ron Wayne sollevò per la prima volta questo punto nel marzo 2026, durante un intervento al Computer History Museum, molti lo interpretarono come una precisazione linguistica, quasi una nota a piè di pagina nella storia della tecnologia. La sua argomentazione, in sostanza, è questa: non ha mai venduto la sua quota del 10% di Apple. Quello che fece fu abbandonare la società, il che tecnicamente è una cosa diversa dalla cessione di una partecipazione azionaria.
Sembrava una sfumatura, una questione di lana caprina buona per gli appassionati di diritto societario. Niente di più. Ma il fatto che Wayne sia tornato sull’argomento, ribadendo la stessa posizione con ancora più convinzione, cambia un po’ la prospettiva. Non si tratta più di un aneddoto curioso raccontato a un evento pubblico. È una posizione che il cofondatore di Apple mantiene con ostinazione, e questo merita quantomeno attenzione.
Cosa significa davvero tutto questo?
Chiariamo subito un aspetto fondamentale: anche ammesso che l’argomentazione di Wayne abbia una qualche base formale, le implicazioni pratiche restano tutte da verificare. Apple oggi vale migliaia di miliardi di dollari, e il 10% rappresenterebbe una cifra talmente astronomica da rendere qualsiasi rivendicazione oggetto di battaglie legali epiche. Ma è proprio qui che la faccenda si fa interessante: Wayne non sembra aver intrapreso alcuna azione legale, almeno per ora. Quella che porta avanti è più una battaglia narrativa, un tentativo di riscrivere il racconto della propria uscita da Apple secondo una versione dei fatti che evidentemente sente più aderente alla realtà.
C’è chi lo considera un uomo che ha fatto pace con le proprie scelte e chi, invece, vede in queste dichiarazioni il segnale di qualcosa di irrisolto. Una cosa è certa: la storia di Ron Wayne e del suo rapporto con Apple resta una delle pagine più affascinanti e controverse dell’intera storia della Silicon Valley. E a quanto pare, non è ancora stata scritta fino in fondo.


