MacBook Pro 2026 con touchscreen: il portatile Apple che potrebbe cambiare tutto
Il MacBook Pro 2026 si preannuncia come uno dei portatili più rivoluzionari degli ultimi anni. Per il ventesimo anniversario della linea Pro, Apple sembra pronta a introdurre qualcosa che fino a poco tempo fa sembrava impossibile: un touchscreen su un Mac portatile. Una svolta radicale per un’azienda che ha sempre sostenuto, con una certa ostinazione, che i display touch non avessero senso su un laptop. E invece eccoci qua. Le indiscrezioni sono talmente convergenti che ormai il dubbio non è più “se” ma “quando”. Secondo le fonti più affidabili del settore, tra cui il sempre informatissimo Mark Gurman di Bloomberg e l’analista Ming Chi Kuo, il lancio dovrebbe avvenire nella seconda metà del 2026. Apple di solito presenta i suoi MacBook Pro da 14 e 16 pollici nell’ultimo trimestre dell’anno, quindi la finestra temporale è coerente. Samsung, dal canto suo, ha già avviato la produzione dei pannelli OLED di nuova generazione destinati proprio a questo modello, il che lascia pensare che i tempi siano realistici.
Design più sottile e display OLED: cosa aspettarsi
La novità del touchscreen non arriva da sola. Il MacBook Pro 2026 dovrebbe essere anche più sottile rispetto al modello attuale, che misura 1,55 cm da chiuso. Apple, come è noto, ha una vera ossessione per lo spessore ridotto, e questa generazione non farà eccezione. Non ci si aspetta che raggiunga la sottigliezza del MacBook Air da 15 pollici (1,15 cm), ma il passo avanti dovrebbe essere tangibile. Altra novità estetica importante: il notch potrebbe finalmente sparire. Al suo posto, secondo diversi report, troveremo un foro nel display per la fotocamera FaceTime, una soluzione già vista nel mondo smartphone. Parlando del display, il passaggio ai pannelli OLED rappresenta un salto enorme. Apple dovrebbe adottare la tecnologia Tandem OLED, la stessa già utilizzata nell’iPad Pro con chip M4, dove due pannelli OLED sovrapposti garantiscono una luminosità eccezionale. In termini di marketing Apple, potremmo sentir parlare di qualcosa di simile all’Ultra Retina XDR. Il passaggio dal mini LED attuale all’OLED porterà neri più profondi, colori più vivaci e un’efficienza energetica superiore. E poi c’è la questione software. Non si sa ancora nulla di macOS 27, ma è ragionevole aspettarsi modifiche all’interfaccia per rendere il sistema operativo più amichevole con l’input touch. L’appuntamento con la WWDC di giugno potrebbe offrire i primi indizi concreti.
Chip M6, connettività 5G e il nodo del prezzo
Sotto la scocca, il MacBook Pro 2026 dovrebbe montare il chip M6, realizzato con processo produttivo a 2 nanometri. Questo significa maggiore efficienza energetica e prestazioni ancora più elevate. Se Apple offrirà anche varianti M6 Pro e Max, queste potrebbero adottare un’architettura inedita con CPU e GPU in blocchi separati, permettendo configurazioni molto più flessibili. Un utente potrebbe, ad esempio, scegliere un processore base e massimizzare la potenza grafica, o viceversa. Tra le altre novità attese, spicca la possibile connettività 5G. Apple sta sviluppando i propri modem cellulari, e test interni su prototipi con modem 5G sono già stati confermati. Non è ancora chiaro se questa funzione debutterà proprio con il MacBook Pro 2026 o con un modello precedente, ma la direzione è quella. Anche il chip N1 per Wi Fi, Bluetooth e Thread potrebbe trovare spazio nel nuovo portatile. Il punto dolente, come sempre, è il prezzo. Quando Apple ha introdotto il Tandem OLED sull’iPad Pro, il prezzo è salito di 200 dollari. È lecito aspettarsi un aumento simile, se non superiore, per il MacBook Pro con touchscreen. I modelli attuali partono da 1.599 dollari per il 14 pollici con chip M4 e arrivano fino a 3.999 dollari per il 16 pollici con M4 Max. Il MacBook Pro 2026 potrebbe facilmente superare queste soglie, anche considerando le difficoltà di approvvigionamento dei componenti che stanno colpendo tutto il settore.


