Quando Canon fu sul punto di comprare Apple: la voce del 21 aprile 1995
Il 21 aprile 1995 è una data che in pochi ricordano, eppure quel giorno si diffuse una voce clamorosa: Canon, il colosso giapponese delle fotocamere, avrebbe potuto acquisire Apple. Sembra una di quelle storie inventate, e invece la notizia circolò davvero, alimentata da fonti interne e analisti di settore che all’epoca non la consideravano affatto improbabile.
Per capire quanto fosse plausibile, bisogna ricordare in che condizioni si trovava Apple a metà degli anni Novanta. L’azienda di Cupertino stava attraversando uno dei periodi più bui della sua storia. Le vendite del Macintosh erano in calo, la leadership aziendale appariva confusa e il mercato dei personal computer era dominato da Microsoft e dai produttori di PC compatibili. Steve Jobs era fuori dai giochi da quasi un decennio, e chi guidava Apple non sembrava avere una visione chiara per il futuro. In quel contesto, l’idea che un grande gruppo internazionale potesse farsi avanti per una acquisizione non suonava poi così assurda.
Perché proprio Canon?
Canon, dal canto suo, non era solo un produttore di macchine fotografiche. Già negli anni Novanta l’azienda giapponese aveva interessi significativi nel settore della tecnologia digitale, delle stampanti e dell’ottica avanzata. Un’eventuale operazione su Apple avrebbe potuto rappresentare un ingresso strategico nel mondo dei computer e del software, un po’ come accadde più tardi con altre fusioni tra hardware e contenuti digitali. La voce di una possibile acquisizione di Apple da parte di Canon venne riportata da diverse testate specializzate e rimbalzò rapidamente tra gli addetti ai lavori.
Alla fine, come sappiamo, non se ne fece nulla. Canon non comprò Apple, e la storia prese una piega completamente diversa. Nel 1997 Steve Jobs tornò al timone dell’azienda, e da lì iniziò quella rinascita che avrebbe trasformato Apple nella società di maggior valore al mondo. Ma per qualche settimana, nella primavera del 1995, il destino di Cupertino sembrò appeso a un filo sottilissimo, con il marchio giapponese delle reflex pronto a entrare in scena.
Una storia che fa riflettere
Ripensare oggi alla possibile acquisizione di Apple da parte di Canon fa un certo effetto. Se quell’operazione fosse andata in porto, probabilmente non avremmo mai visto l’iPhone, l’iPad o l’ecosistema che oggi miliardi di persone utilizzano ogni giorno. È uno di quei momenti nella storia della tecnologia che ricordano quanto il confine tra grandezza e oblio possa essere sottile. Apple nel 1995 era un’azienda in difficoltà, e Canon rappresentava una possibile ancora di salvezza. Il fatto che quella voce non si sia mai concretizzata ha permesso a Cupertino di scrivere un capitolo completamente diverso, uno che nessuno avrebbe potuto prevedere in quel lontano aprile.


