Steve Jobs e la decisione che trasformò Pixar per sempre

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Il giorno in cui Steve Jobs chiuse la divisione hardware di Pixar

Il 25 aprile 1990 segna una data che molti dimenticano nella storia della tecnologia, eppure fu un momento cruciale. Steve Jobs prese una decisione drastica e per certi versi dolorosa: chiudere la divisione hardware di Pixar. Con quel gesto, la produzione del costoso Pixar Image Computer venne interrotta immediatamente, senza troppi giri di parole. Una mossa che all’epoca sembrò un fallimento, ma che col senno di poi si rivelò una delle svolte più intelligenti nella carriera di Jobs.

Per capire il contesto, bisogna fare un passo indietro. Jobs aveva acquistato Pixar dalla Lucasfilm nel 1986 per circa 10 milioni di dollari. L’idea iniziale non era affatto quella di fare film d’animazione. Pixar nasceva come azienda tecnologica, con un prodotto di punta ben preciso: il Pixar Image Computer, una macchina pensata per l’elaborazione di immagini ad altissima risoluzione. Trovava impiego in ambiti come la medicina, la ricerca scientifica e ovviamente la grafica professionale. Il problema? Costava una fortuna. Si parlava di cifre che partivano da circa 135.000 dollari, un prezzo che tagliava fuori la stragrande maggioranza dei potenziali acquirenti. Le vendite non decollavano e le perdite si accumulavano trimestre dopo trimestre.

Una scommessa che cambiò tutto

Jobs, che nel frattempo stava anche portando avanti il progetto NeXT, si trovò davanti a un bivio. Continuare a bruciare soldi con l’hardware oppure puntare su qualcos’altro. E quel qualcos’altro era proprio sotto gli occhi di tutti: il talento creativo del team di animazione guidato da John Lasseter. Il cortometraggio “Luxo Jr.” aveva già fatto parlare di sé nel mondo dell’animazione, dimostrando che la computer grafica poteva raccontare storie con un’anima.

Chiudendo la divisione hardware di Pixar, Jobs di fatto liberò risorse e concentrò le energie dell’azienda sulla produzione di contenuti animati e sullo sviluppo software. Fu un passaggio tutt’altro che indolore. Ci furono licenziamenti, momenti di grande incertezza e parecchi dubbi sul futuro. Lo stesso Steve Jobs ammise più volte di aver investito in Pixar molto più di quanto avesse previsto inizialmente.

Da quel taglio nacque la Pixar che conosciamo

La storia successiva la conoscono tutti. Nel 1995, Toy Story arrivò nelle sale e cambiò per sempre il cinema d’animazione. Ma senza quella decisione presa il 25 aprile 1990, probabilmente nulla di tutto questo sarebbe accaduto. Il Pixar Image Computer sarebbe rimasto un prodotto di nicchia destinato all’oblio, e il team creativo non avrebbe mai avuto lo spazio per esprimersi.

Quello che Steve Jobs fece quel giorno fu essenzialmente togliere di mezzo ciò che non funzionava per dare ossigeno a ciò che aveva davvero potenziale. Non era un visionario per caso. Era qualcuno capace di guardare i numeri, accettare la realtà e poi scommettere tutto su un’intuizione. La chiusura della divisione hardware di Pixar resta uno di quegli episodi poco raccontati che però spiegano tantissimo su come nascono le grandi storie di successo nella tecnologia e nell’intrattenimento.

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