Apple e Google affondano la legge californiana sugli app store

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Apple e Google bloccano la legge californiana sugli app store con un’intensa attività di lobbying

La legge che avrebbe impedito ad Apple e Google di favorire le proprie app all’interno dei rispettivi store digitali non vedrà mai la luce. Il motivo? Una massiccia operazione di lobbying che le due big tech hanno orchestrato con estrema efficacia in California, riuscendo a far naufragare il provvedimento prima ancora che potesse diventare un problema concreto.

Il senatore democratico Scott Wiener aveva presentato il cosiddetto “Based Act”, un disegno di legge pensato per impedire alle piattaforme tecnologiche di dare visibilità privilegiata ai propri servizi e alle proprie applicazioni quando gli utenti navigano nell’App Store o nel Google Play Store. L’idea, sulla carta, aveva una sua logica chiara: garantire che le app di sviluppatori terzi potessero competere ad armi pari, senza trovarsi sistematicamente svantaggiate rispetto ai prodotti del proprietario della piattaforma. Un principio di equità digitale che, evidentemente, non è piaciuto molto ai diretti interessati.

Il peso del lobbying delle big tech in California

Non è certo la prima volta che Apple e Google finiscono nel mirino di legislatori e autorità di regolamentazione. Il tentativo di limitare il dominio di queste aziende nei mercati digitali è ormai un tema ricorrente, sia negli Stati Uniti che in Europa. Eppure, nonostante la crescente pressione politica, le due società continuano a dimostrare una capacità notevole nel proteggere i propri interessi commerciali.

Secondo quanto riportato da Bloomberg, la strategia adottata in questo caso è stata quella classica ma sempre efficace del lobbying su larga scala. Un lavoro capillare di pressione politica che ha coinvolto risorse significative e che, alla fine, ha dato i risultati sperati dalle due aziende. Il Based Act è stato sostanzialmente neutralizzato, senza che potesse mai trasformarsi in una reale minaccia per il modello di business che governa gli store digitali.

Cosa significa per il futuro degli store digitali

La sconfitta di questa proposta legislativa in California solleva interrogativi importanti. Da una parte, Apple e Google possono tirare un sospiro di sollievo, almeno per ora. Dall’altra, il fatto che proposte simili continuino a emergere dimostra che il tema della concorrenza negli app store resta estremamente caldo. L’Unione Europea, per esempio, ha già fatto passi molto più decisi con il Digital Markets Act, obbligando le piattaforme ad aprire i propri ecosistemi.

Resta da capire se altri stati americani proveranno a percorrere la stessa strada della California, magari con strategie legislative più robuste e più difficili da contrastare. Per il momento, però, il messaggio è piuttosto netto: quando si tratta di difendere il controllo sui propri store digitali, Apple e Google non badano a spese. E il lobbying rimane uno strumento formidabile nel loro arsenale.

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