Cactus si evolvono a velocità record: la scoperta che cambia tutto

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I cactus si evolvono a velocità sorprendente: ecco cosa hanno scoperto gli scienziati

Che l’evoluzione dei cactus fosse una faccenda lenta e noiosa, più o meno come guardare crescere una pianta nel deserto, era un’idea che sembrava scolpita nella pietra. E invece no. Un gruppo di ricercatori dell’Università di Reading ha appena ribaltato questa convinzione, dimostrando che i cactus sono tra le piante che si evolvono più rapidamente sul pianeta. Il bello è che il motore di questa esplosione evolutiva non è affatto quello che ci si aspettava.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Biology Letters, ha analizzato i dati relativi a oltre 750 specie di cactus. I ricercatori si aspettavano di trovare una correlazione tra la dimensione dei fiori, il tipo di impollinatore e la nascita di nuove specie. Qualcosa che avrebbe confermato le teorie classiche, quelle che risalgono addirittura a Darwin e ai suoi studi sulle orchidee. E invece la lunghezza del fiore, che varia in modo pazzesco (dai 2 millimetri fino a 37 centimetri, un divario di 185 volte), non c’entra quasi nulla con la velocità di speciazione. Il vero fattore determinante è un altro: la rapidità con cui la forma dei fiori cambia nel tempo. Le specie i cui fiori si trasformano più in fretta sono anche quelle che generano il maggior numero di nuove specie. E questo schema si ripete sia nella storia evolutiva recente che in quella più antica.

Deserti tutt’altro che immobili

Jamie Thompson, primo autore dello studio, lo ha detto senza giri di parole: i deserti, che spesso vengono percepiti come ambienti aridi e statici, sono in realtà dei veri laboratori di cambiamento naturale. Il fatto che i cactus evolvano così velocemente cambia la prospettiva su interi ecosistemi che credevamo quasi fermi nel tempo. E la cosa ha delle implicazioni concrete anche per la conservazione delle specie. Sapere quanto velocemente una specie si evolve potrebbe diventare un criterio fondamentale per decidere dove concentrare gli sforzi di protezione. Non basta cercare un singolo tratto fisico per capire quali cactus siano più a rischio: serve guardare il ritmo evolutivo nel suo insieme.

Un database per il futuro dei cactus

I cactus contano circa 1.850 specie conosciute e negli ultimi 20/35 milioni di anni si sono diffusi in tutto il continente americano. Per studiare questa straordinaria diversità, il team ha sviluppato anche un nuovo database ad accesso libero chiamato CactEcoDB, frutto di sette anni di lavoro e della collaborazione di ricercatori provenienti da tre continenti. La risorsa, pubblicata su Nature Scientific Data, raccoglie informazioni su tratti, habitat e relazioni evolutive delle specie. Un patrimonio che diventa ancora più urgente se si pensa che quasi un terzo delle specie di cactus è attualmente minacciato di estinzione. Capire come queste piante rispondono ai cambiamenti climatici non è più solo una curiosità scientifica. È una necessità.

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