Quando Bill Gates predisse la fine dell’iPod: aveva ragione solo a metà
Il 12 maggio 2005, Bill Gates rilasciò una dichiarazione che avrebbe fatto discutere per anni. Secondo il cofondatore di Microsoft, il dominio di Apple nel mercato della musica portatile, costruito grazie al successo travolgente dell’iPod, aveva i giorni contati. Il motivo? L’arrivo dei cellulari avrebbe reso superfluo un dispositivo dedicato esclusivamente all’ascolto musicale. Una previsione che, col senno di poi, si è rivelata corretta solo per metà.
La profezia e quello che Gates non aveva previsto
Bisogna riconoscere a Bill Gates un merito innegabile: aveva capito che i telefoni cellulari avrebbero assorbito le funzioni dei lettori musicali portatili. Ed è esattamente quello che è successo. L’iPod classico ha progressivamente perso rilevanza man mano che gli smartphone diventavano più potenti e capaci di riprodurre musica con la stessa qualità. Su questo punto, nessuno può dargli torto.
Dove la previsione si è sgretolata, però, è nel dettaglio più importante. Gates immaginava probabilmente che sarebbero stati i dispositivi di altri produttori, magari basati su Windows Mobile, a rubare la scena ad Apple. Nessuno nel 2005 poteva sospettare che sarebbe stata proprio Apple stessa a cannibalizzare il suo prodotto di punta. Due anni dopo quella dichiarazione, Steve Jobs salì sul palco e presentò l’iPhone, un dispositivo che era contemporaneamente un telefono, un iPod e un comunicatore internet. Il resto, come si dice, è storia nota.
Apple non perse affatto il trono
La cosa quasi ironica di tutta questa vicenda è che il tempo in cima per Apple non finì affatto. Cambiò forma, semmai. L’iPod venne sostituito dall’iPhone, che divenne il prodotto più redditizio nella storia dell’elettronica di consumo. Apple non solo mantenne la sua posizione dominante nel settore musicale attraverso iTunes prima e Apple Music poi, ma espanse il proprio impero in modi che nel 2005 erano semplicemente inimmaginabili.
Bill Gates aveva quindi colto un trend reale, quello della convergenza tra telefoni e lettori musicali. Ma aveva completamente sottovalutato la capacità di Apple di reinventarsi. Non fu un concorrente esterno a rendere obsoleto l’iPod. Fu Apple stessa a farlo, trasformando una potenziale minaccia nella più grande opportunità della propria storia aziendale. Una lezione che vale ancora oggi: in tecnologia, prevedere la direzione giusta non basta. Conta anche capire chi sarà a guidare quel cambiamento.


