Apple tra beta promettenti e aumenti di prezzo: cosa sta succedendo davvero
Le beta di iOS 27 e dei nuovi sistemi operativi Apple stanno raccogliendo consensi quasi unanimi, ma non è tutto rose e fiori. Perché mentre da una parte la community degli sviluppatori e dei tester applaude le novità software, dall’altra arriva una doccia fredda direttamente dalla bocca di Tim Cook: i prezzi dei prodotti Apple sono destinati a salire. E non di poco.
Partiamo dalle buone notizie. iOS 27 sembra aver fatto pace con una delle critiche più feroci ricevute da Apple negli ultimi tempi. Il famigerato Liquid Glass, quel design traslucido e un po’ polarizzante introdotto con iOS 26, è stato rivisto con un tocco di buon senso. Jay Peters di The Verge ha elencato le cinque cose che già adora della nuova beta, e al primo posto c’è proprio lo slider per regolare l’opacità del Liquid Glass. Una funzione che, diciamolo, avrebbe dovuto esserci fin dall’inizio. Anche le icone sono state raffinate: colori più decisi, elementi grafici che risaltano meglio, meno effetto “vetro appannato”. BasicAppleGuy ha notato miglioramenti simili su macOS Golden Gate, dove le icone risultano più leggibili e meno ammiccanti verso l’estetica vetrosa. Sia John Gruber che Dan Moren hanno espresso apprezzamento, e in effetti basta un colpo d’occhio per notare la differenza. Le icone restano nel classico squircle, nessuna rivoluzione folle, ma il passo avanti è evidente.
Altro punto a favore: Siri AI. Ben Lovejoy di 9to5Mac ha dichiarato che ormai il suo punto di partenza per la maggior parte delle attività quotidiane sarà chiedere a Siri di occuparsene. Un segnale forte, considerando che fino a poco tempo fa Siri era oggetto più di battute che di elogi.
La questione prezzi: parola di Tim Cook
Ora la parte meno entusiasmante. In un articolo pubblicato dal Wall Street Journal il 17 giugno 2026, Cook ha dichiarato senza giri di parole che “gli aumenti di prezzo sono inevitabili”. Apple ha cercato finora di contenere l’impatto sui consumatori eliminando prodotti di fascia bassa, come il Mac mini base, ma questa strategia ha i suoi limiti. Secondo la società di ricerca TechInsights, trasferire i costi maggiorati ai consumatori mantenendo i margini di profitto attuali potrebbe significare circa 270 dollari in più sul prezzo del prossimo iPhone Pro. Questo non vuol dire che il prossimo modello costerà per forza 1370 dollari, le stime degli analisti vanno sempre prese con le pinze, ma quando è il CEO in persona ad avvisare che i prezzi saliranno, è difficile ignorare il messaggio.
Il futuro sotto la guida di John Ternus
Il tempismo di questa dichiarazione non è casuale. Con John Ternus pronto a prendere le redini come nuovo CEO, Cook sembra volersi accollare l’impopolarità dell’annuncio prima di passare il testimone. Ternus, dal canto suo, ha già fatto capire le sue priorità: “Il prodotto dal design più bello che la maggior parte dei clienti possiede è un prodotto Apple. Faremo in modo che resti così.” Una dichiarazione ambiziosa, che lascia intravedere un futuro dove il design e l’esperienza utente continueranno a essere centrali. Resta da vedere se questa visione riuscirà a giustificare listini sempre più impegnativi agli occhi di chi quei prodotti li compra. Le beta di quest’anno suggeriscono che Apple sta ascoltando i feedback con più attenzione del solito. Ma tra software che migliora e hardware che costa sempre di più, il prossimo capitolo della storia di Cupertino si preannuncia parecchio interessante.


