Il Regno Unito valuta di aprire gli App Store come ha fatto l’Unione Europea
La CMA, l’autorità britannica per la concorrenza e i mercati, sta valutando di obbligare Apple e Google ad aprire i propri App Store a sistemi di pagamento alternativi. Una mossa che ricalca in modo piuttosto evidente quanto già fatto dalla Unione Europea, anche se nessuno a Londra lo ammetterà mai apertamente.
La questione non è del tutto nuova. A febbraio 2026, la CMA aveva già ottenuto da Apple e Google una serie di impegni legati alla trasparenza nella gestione dei rispettivi App Store. Si trattava però di concessioni piuttosto morbide, che le due aziende avevano già accettato nel contesto europeo. Nulla di rivoluzionario, insomma. Più una formalità che un vero cambio di rotta.
Dalla trasparenza all’apertura forzata: cosa potrebbe cambiare
Adesso però il vento sembra soffiare in una direzione diversa. Secondo quanto riportato da Reuters, la CMA starebbe proponendo al governo britannico di adottare misure molto più incisive, allineandosi di fatto alle posizioni europee sul tema della concorrenza digitale. Parliamo di interventi concreti: costringere Apple e Google a consentire l’uso di sistemi di pagamento rivali all’interno dei loro store, eliminando quel monopolio di fatto che garantisce commissioni elevate su ogni transazione.
Per chi non segue queste dinamiche quotidianamente, il punto è semplice. Oggi, chi sviluppa un’app e la pubblica sugli App Store di Apple o Google è obbligato a usare i loro sistemi di pagamento interni, pagando una commissione che può arrivare fino al 30%. Aprire a sistemi alternativi significherebbe dare agli sviluppatori la libertà di scegliere, e probabilmente abbassare i costi per gli utenti finali.
Brexit e il paradosso di seguire Bruxelles
C’è un elemento quasi ironico in tutta questa vicenda. Il Regno Unito post Brexit ha costruito buona parte della propria narrativa politica sulla volontà di distinguersi dall’Europa, di fare le cose a modo proprio. Eppure, quando si tratta di regolamentare i giganti del tech, la strada tracciata da Bruxelles sembra quella più sensata anche per Londra.
Nessun politico britannico userà mai la parola “emulare” parlando dell’Unione Europea, questo è certo. Ma nella sostanza, è esattamente quello che sta accadendo. Le regole europee sul Digital Markets Act hanno già costretto Apple a permettere il sideloading e i pagamenti alternativi nell’UE. Se la CMA dovesse procedere con proposte simili, il Regno Unito seguirebbe la stessa traiettoria, con qualche mese di ritardo.
Resta da vedere se queste proposte si trasformeranno in obblighi concreti o resteranno semplici consultazioni. Ma il segnale è chiaro: la pressione su Apple e Google per aprire i loro App Store non arriva più solo da Bruxelles. E questo, per i due colossi, rappresenta un problema in più da gestire.


