Via Lattea, scoperta un’inversione magnetica diagonale mai vista prima

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Il campo magnetico della Via Lattea nasconde un’inversione diagonale che nessuno si aspettava

Il campo magnetico della Via Lattea è una di quelle forze invisibili che tengono insieme tutto. Senza di esso, la gravità farebbe collassare la galassia su sé stessa. Eppure, nonostante il suo ruolo fondamentale, resta uno degli aspetti meno compresi del cosmo. Almeno fino a oggi. Un gruppo di ricercatori dell’Università di Calgary ha appena pubblicato quella che potrebbe essere la mappa più dettagliata mai realizzata di questa struttura nascosta, e quello che hanno trovato è, a dir poco, sorprendente: una inversione magnetica diagonale nascosta nel bel mezzo della galassia.

La scoperta arriva da due studi pubblicati a febbraio 2026 su The Astrophysical Journal e The Astrophysical Journal Supplement Series. A guidare il lavoro è la professoressa Jo-Anne Brown, del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Calgary, che da anni si dedica a mappare ciò che gli occhi non possono vedere. Il punto di partenza è semplice nella sua formulazione, ma enormemente complesso nella pratica: capire com’è fatto il campo magnetico della Via Lattea oggi, per costruire modelli che ne prevedano l’evoluzione futura.

Per raccogliere i dati, il team ha utilizzato un nuovo radiotelescopio presso il Dominion Radio Astrophysical Observatory nella Columbia Britannica, una struttura del National Research Council del Canada. Lo strumento ha permesso di scansionare il cielo settentrionale su molteplici frequenze radio, offrendo uno sguardo senza precedenti sulla struttura magnetica galattica. Il risultato è un dataset ad alta qualità, raccolto nell’ambito del Global Magneto-Ionic Medium Survey (GMIMS), uno sforzo internazionale per cartografare il campo magnetico della nostra galassia.

Come si traccia un campo magnetico invisibile

La tecnica utilizzata dai ricercatori si basa su un fenomeno chiamato rotazione di Faraday. Funziona così: quando le onde radio attraversano regioni dello spazio piene di elettroni e campi magnetici, subiscono uno sfasamento. Rebecca Booth, dottoranda nel gruppo di Brown e autrice principale del secondo studio, lo spiega con un’analogia efficace. È un po’ come la rifrazione: una cannuccia dentro un bicchiere d’acqua sembra piegata per il modo in cui la luce interagisce con la materia. La rotazione di Faraday è un concetto simile, solo che al posto della luce e dell’acqua ci sono onde radio, elettroni e campi magnetici nello spazio.

Analizzando queste variazioni sottili nei segnali radio, il team è riuscito a ricostruire come il campo magnetico della Via Lattea si distribuisce su distanze enormi. E qui arriva il colpo di scena.

L’anomalia nel Braccio del Sagittario

Lo studio di Booth si è concentrato su una caratteristica davvero peculiare all’interno del cosiddetto Braccio del Sagittario, una delle grandi strutture a spirale della Via Lattea. In questa regione, il campo magnetico scorre nella direzione opposta rispetto al resto della galassia. Se fosse possibile osservare la galassia dall’alto, il campo magnetico complessivo girerebbe in senso orario. Ma nel Braccio del Sagittario va in senso antiorario. Il punto è che nessuno aveva capito come avvenisse questa transizione. Poi, un giorno, Anna Ordog (autrice principale del primo studio e responsabile della raccolta dati) ha portato dei risultati freschi di analisi, e Brown ha avuto una reazione piuttosto eloquente: l’inversione è diagonale.

Partendo dai dati di Ordog, Booth ha costruito un modello tridimensionale che spiega questa inversione. Vista dalla Terra, la transizione appare esattamente come quella diagonale osservata nei dati. È un pezzo del puzzle che mancava, e che ora permette alla comunità scientifica di comprendere meglio non solo la struttura attuale del campo magnetico della Via Lattea, ma anche i meccanismi che ne hanno guidato l’evoluzione nel corso di miliardi di anni.

Quello che rende questo lavoro particolarmente prezioso è che il dataset completo è a disposizione degli astronomi di tutto il mondo. Non si tratta solo di una scoperta fine a sé stessa, ma di uno strumento che apre la strada a nuove ricerche. Il campo magnetico galattico, per quanto invisibile, continua a rivelare sorprese che costringono a ripensare modelli dati per acquisiti. E questa inversione diagonale, nascosta lì in bella vista dentro il Braccio del Sagittario, ne è la prova più recente e affascinante.

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