Megattere, nella riproduzione ora vincono i maschi più anziani

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Le megattere stanno cambiando: nella riproduzione vincono i maschi più anziani

La riproduzione delle megattere sta attraversando una fase di trasformazione profonda, e la ragione affonda le radici in qualcosa che risale a secoli fa. Uno studio pubblicato il 27 febbraio 2026 sulla rivista Current Biology, condotto dall’Università di St Andrews, racconta una storia affascinante: man mano che le popolazioni di megattere si riprendono dopo decenni di caccia commerciale, i maschi più anziani stanno guadagnando terreno nella competizione per generare la prossima generazione di cuccioli. E non di poco. Le dinamiche riproduttive si stanno letteralmente riscrivendo sotto gli occhi dei ricercatori.

Per capire cosa sta succedendo, bisogna tornare indietro. La caccia alle balene ha spinto molte specie di grandi cetacei sull’orlo dell’estinzione. Quando la caccia è cessata, le popolazioni hanno iniziato lentamente a riprendersi, ma con un’anomalia evidente: i gruppi riproduttivi erano composti quasi esclusivamente da esemplari giovani. Semplicemente, i maschi adulti e maturi erano stati decimati. Ora che le popolazioni stanno tornando a una struttura più equilibrata, con individui di tutte le età, il quadro riproduttivo è cambiato. I maschi più anziani stanno diventando quelli che riescono con maggiore frequenza a fecondare le femmine, superando i rivali più giovani.

Quasi vent’anni di dati dal Pacifico del Sud

Il team di ricerca ha analizzato quasi vent’anni di dati raccolti nelle acque intorno alla Nuova Caledonia, nel Pacifico meridionale, grazie al monitoraggio a lungo termine portato avanti dall’organizzazione Opération Cétacés. Parliamo di un archivio enorme, costruito con pazienza e costanza. Ma c’era un problema non da poco: nessuno ha mai osservato direttamente le megattere accoppiarsi in natura. Quindi come si fa a sapere chi è il padre di un cucciolo?

La risposta sta nella genetica. Il gruppo internazionale guidato dalla Sea Mammal Research Unit dell’Università di St Andrews ha utilizzato test genetici per determinare la paternità dei piccoli. In più, ha impiegato una tecnica chiamata “orologio molecolare epigenetico” per stimare l’età dei singoli esemplari. Entrambe le informazioni si ricavano da un piccolo campione di pelle prelevato dagli animali, il che rende il tutto relativamente poco invasivo.

I risultati parlano chiaro. Nelle prime fasi della ripresa delle popolazioni di megattere, erano i giovani maschi a dominare i gruppi riproduttivi. Con il passare del tempo e l’aumento del numero complessivo di individui, i maschi più maturi hanno cominciato a prevalere, sia nel corteggiamento che nella competizione diretta.

Canti, esperienza e il lungo strascico della caccia

Chi conosce un po’ le megattere sa che i maschi producono alcuni dei canti più elaborati del regno animale. Queste performance vocali attraversano enormi distanze nelle zone di riproduzione e si ritiene giochino un ruolo fondamentale nell’attrazione delle femmine. Ma cantare bene, a quanto pare, richiede tempo. Così come la capacità di competere fisicamente con altri maschi in scontri piuttosto intensi.

La dottoressa Ellen Garland, autrice senior dello studio, ha spiegato che il comportamento riproduttivo è cambiato insieme alla struttura per età della popolazione. Man mano che le megattere si riprendevano, i maschi più anziani erano sovrarappresentati tra quelli che cantavano, scortavano le femmine e, soprattutto, riuscivano effettivamente a generare cuccioli.

C’è poi una questione più ampia che questo lavoro solleva, e vale la pena rifletterci. Gran parte di ciò che la scienza conosce sul comportamento delle balene proviene dallo studio di popolazioni già profondamente alterate dalla caccia. In pratica, per decenni si è osservata una versione distorta della normalità. Solo adesso, con la ripresa demografica e strumenti analitici più avanzati, si comincia a intravedere quanto le conseguenze della caccia siano state capillari, ben oltre la semplice riduzione dei numeri.

La dottoressa Franca Eichenberger, prima autrice dello studio, ha sottolineato che praticamente tutte le popolazioni di balene sono state alterate dalla caccia e che continuano a cambiare mentre si riprendono. Le megattere hanno dimostrato una capacità di recupero notevole negli ultimi anni. Questo è il momento giusto per imparare il più possibile sulla loro biologia e sul loro comportamento. Basta continuare a osservare.

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