MacBook Pro con M5 Pro e M5 Max: le prime recensioni confermano prestazioni impressionanti
Il nuovo MacBook Pro con chip M5 Pro e M5 Max sta per arrivare sugli scaffali e le prime recensioni dipingono un quadro piuttosto chiaro: Apple ha fatto sul serio. I modelli aggiornati, disponibili da mercoledì, non stravolgono il design né aggiungono funzionalità rivoluzionarie rispetto alla generazione precedente con chip M4, ma sotto la scocca il salto è tangibile. E in alcuni casi, sorprendente.
Partiamo dal cuore della questione. Jason Snell, su Six Colors, riporta che il core CPU dell’M5 è circa il 15% più veloce rispetto alla generazione M4. E quando si parla delle configurazioni Pro e Max con 15 o 18 core, i numeri diventano ancora più interessanti. La sua unità di prova con M5 Max ha registrato un vantaggio del 23% rispetto al suo portatile con M4 Max. Non è un incremento trascurabile, soprattutto per chi lavora con carichi pesanti ogni giorno.
Lato GPU, la differenza tra le due varianti si fa sentire parecchio. I modelli Max, con un numero decisamente superiore di core GPU, dominano nei test grafici. Ma ecco il dato curioso: l’M5 Pro, con soli 20 core GPU, riesce quasi a tenere testa all’M4 Max che ne aveva 32. Il punteggio Metal dell’M4 Max era solo il 14% superiore. Questo la dice lunga sull’efficienza della nuova architettura.
Velocità SSD raddoppiate e benchmark da record
Se le prestazioni del processore erano attese, la vera sorpresa di questo MacBook Pro arriva dagli SSD. Apple aveva promesso velocità doppie rispetto alla generazione precedente, e i test di Tom’s Hardware lo confermano senza mezzi termini. Nel trasferimento di un file da 25 GB, il nuovo portatile ha raggiunto 3.835 MBps. Il secondo classificato, un Framework, si è fermato a 1.724 MBps. Più del doppio di distacco. Un dato che farà felice chiunque lavori con file di grandi dimensioni, dal montaggio video alla produzione musicale.
Sul fronte dei benchmark Geekbench 6, Apple ha messo in campo i suoi cosiddetti “super core”, e i risultati parlano da soli. In single core, il punteggio di 4.338 è il più alto in assoluto. In multi core si arriva a 29.430, polverizzando la concorrenza. Lo ZenBook Duo, secondo in classifica, si è fermato a 3.031 e 17.283 rispettivamente. Un abisso.
Anche nel test di codifica video con Handbrake, il MacBook Pro ha transcodificato un video 4K in 1080p in un minuto e 55 secondi. Il Galaxy Book6 Ultra, il più vicino, ha impiegato 3 minuti e 18 secondi. Quasi il doppio del tempo. The Verge sintetizza bene il concetto: il miglioramento più evidente nei nuovi chip M5 di fascia alta è proprio il boost enorme nelle velocità di lettura e scrittura dell’SSD.
Architettura ripensata e motivi per aggiornare
Brian Westover di PCMag si sofferma su un aspetto tecnico che merita attenzione. Con l’M5 Pro e l’M5 Max, Apple ha sostanzialmente rivisto la gerarchia dei core. Il tradizionale schema “big.LITTLE” lascia spazio a qualcosa che potrebbe essere definito “bigger.BIG”. I core performance tradizionali diventano il livello base, offrendo migliore efficienza e gamma dinamica rispetto ai super core, senza i colli di bottiglia che a volte affliggevano i vecchi core ad alta efficienza. Una scelta progettuale intelligente che si riflette nei numeri.
Va detto chiaramente: chi si aspetta un MacBook Pro completamente ridisegnato dovrà aspettare ancora qualche mese. Il modello con novità più radicali è atteso nel corso dell’anno. Questa generazione è tutta incentrata sulle prestazioni pure, con i chip M5 Pro e M5 Max come unici veri protagonisti del cambiamento. Il nuovo chip wireless N1 di Apple è un’aggiunta gradita, ma non è certo il motivo per cui qualcuno deciderà di fare l’upgrade.
E stando a queste prime recensioni, chi ha bisogno di potenza bruta non resterà deluso. I numeri sono lì, nero su bianco, e raccontano una storia piuttosto convincente.


