MacBook M5 cambiano la tastiera: via le scritte, arrivano i glifi

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I nuovi MacBook con chip M5 cambiano la tastiera: via le scritte, arrivano i glifi

Le novità dei MacBook 2025 non si fermano al processore. Certo, il chip M5 è il grande protagonista di questa generazione, ma c’è un dettaglio che sta facendo discutere parecchio e che riguarda qualcosa di molto più tangibile: la tastiera. Apple ha deciso di eliminare le etichette testuali da diversi tasti comuni, sostituendole con simboli grafici, i cosiddetti glifi. Un cambiamento che sembra piccolo, ma che racconta molto della direzione in cui sta andando l’azienda di Cupertino.

I tre nuovi portatili arrivati questa settimana nelle mani degli utenti sono il MacBook Air M5, il MacBook Pro con M5 Pro e M5 Max, e il discusso MacBook Neo. A prima vista, almeno per quanto riguarda Air e Pro, il design esterno è praticamente identico ai modelli precedenti. Niente stravolgimenti estetici, niente nuove porte o forme rivoluzionate. Il cuore è nuovo, con i chip di ultima generazione, ma la scocca resta quella che già si conosce bene. E allora dove sta la differenza visibile? Proprio sulla tastiera.

Cosa cambia concretamente sui tasti

Come ha notato Dan Moren nella sua recensione del MacBook Air pubblicata su Six Colors, questa generazione di portatili Apple abbandona le scritte in inglese su tasti come tab, caps lock, return, shift e delete. Al loro posto compaiono dei glifi, quegli stessi simboli che chi usa il Mac da anni ha imparato a riconoscere nelle scorciatoie da tastiera mostrate nei menu a tendina. Chi vive fuori dagli Stati Uniti probabilmente starà alzando un sopracciglio: in gran parte del mondo, le tastiere Apple usano già questi simboli da tempo. Il cambiamento, in realtà, riguarda soprattutto il mercato statunitense, che fino a oggi era rimasto un caso isolato con le sue etichette testuali.

Con questa mossa, Apple uniforma finalmente il layout delle tastiere dei suoi portatili a livello globale e lo allinea anche a quello delle tastiere virtuali di iOS e iPadOS, dove questi simboli sono presenti da parecchio. Una scelta di coerenza, insomma, che ha senso nel quadro generale dell’ecosistema. Vale la pena precisare che non tutte le scritte sono sparite: tasti come function, control, option e command mantengono ancora il testo accanto ai rispettivi simboli.

Una scelta che fa discutere, soprattutto per il MacBook Neo

Il tempismo di questa decisione ha sollevato qualche perplessità. Il MacBook Neo, il nuovo portatile pensato per conquistare chi arriva dal mondo Windows, è stato progettato proprio per facilitare la transizione verso il Mac. Togliere le etichette testuali dalla tastiera proprio nel momento in cui si cerca di attirare nuovi utenti potrebbe sembrare controintuitivo. Chi non ha mai usato un Mac potrebbe trovarsi spaesato davanti a simboli che, per quanto standardizzati, non sono esattamente intuitivi al primo colpo.

D’altra parte, milioni di utenti nel resto del mondo hanno convissuto senza problemi con i glifi per anni, e nessuno ha mai gridato allo scandalo. È ragionevole pensare che anche il pubblico americano si adatterà senza troppi drammi. La curva di apprendimento è minima, e dopo qualche giorno quei simboli diventano del tutto naturali.

Quello che resta interessante è il segnale più ampio: Apple continua a limare ogni dettaglio per creare un’esperienza uniforme su tutti i dispositivi e in tutti i mercati. Non è solo una questione estetica. È una filosofia di design che punta alla coerenza globale, anche a costo di sacrificare qualche elemento di familiarità locale. E probabilmente, questa stessa logica verrà presto applicata anche alle tastiere standalone, come la Magic Keyboard, completando così l’uniformità su tutta la gamma di prodotti.

Resta da vedere come reagiranno gli utenti più affezionati alle vecchie scritte. Ma se la storia insegna qualcosa, è che quando Apple decide di cambiare qualcosa, raramente torna sui suoi passi.

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