AirPods Max 2: tutto quello che Apple non ha cambiato (e doveva)

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AirPods Max 2: tutto quello che Apple non ha cambiato

Le AirPods Max 2 sono arrivate con il nuovo chip H2, una cancellazione attiva del rumore migliorata e funzionalità di Adaptive Audio che promettono un’esperienza d’ascolto più intelligente. Fin qui, tutto bene. Ma chi si aspettava una rivoluzione nel design potrebbe restare un po’ deluso, perché sotto la superficie lucida dei comunicati stampa c’è una quantità sorprendente di cose rimaste esattamente identiche rispetto al modello originale.

Partiamo dal dato più evidente: il design industriale non è cambiato. Le coppe in alluminio, il telaio in acciaio inossidabile, i bracci telescopici e quella fascia in tessuto a maglia che poggia sulla testa sono gli stessi introdotti con la prima generazione. Dimensioni, peso, costruzione complessiva: tutto invariato. Le AirPods Max 2 si indossano e appaiono identiche alle precedenti. E questo vale anche per la fascia in tessuto, che nel tempo ha ricevuto critiche perché tende ad allentarsi e perdere tensione con l’uso prolungato. Apple, evidentemente, ha deciso che andava bene così.

La Smart Case resta quella del 2020 (purtroppo)

Capitolo dolente: la Smart Case. Quella custodia dal look quantomeno discutibile, lanciata nel 2020, non ha ricevuto alcun aggiornamento. Copre le coppe ma lascia l’archetto esposto, e serve sostanzialmente a mettere le cuffie in modalità standby a bassissimo consumo. Senza di essa, le AirPods Max possono restare attive per periodi prolungati, dato che mancano di un pulsante di accensione dedicato. Fin dal lancio originale, la Smart Case è stata uno dei punti più criticati: protezione limitata rispetto alle custodie tradizionali, materiale che si segna facilmente e si piega col tempo. Eppure Apple ha scelto di non ridisegnarla.

Hardware audio e batteria: evoluzione sottile

Anche sul fronte dell’hardware acustico, le novità sono contenute. Le AirPods Max 2 montano gli stessi driver dinamici da 40mm progettati da Apple e la medesima architettura acustica di base. La differenza sta nell’aggiunta di un nuovo amplificatore ad alta gamma dinamica e nell’elaborazione digitale del segnale aggiornata. Tradotto: i miglioramenti nel suono derivano più dall’amplificazione e dal processing software che da un ripensamento dei driver fisici.

Le colorazioni disponibili sono rimaste le stesse introdotte con la revisione USB C del 2024: Starlight, Midnight, Blue, Purple e Orange. Hanno sostituito la palette originale (Silver, Space Gray, Sky Blue, Pink e Green), ma tra la versione USB C e le AirPods Max 2 non c’è stato alcun ulteriore cambiamento.

E la durata della batteria? Anche quella resta ferma a circa 20 ore di ascolto con cancellazione attiva del rumore e Audio Spaziale attivati. Lo stesso numero che Apple dichiarava già con il primo modello.

Viene da chiedersi se questa strategia abbia senso. Da un lato, il design originale delle AirPods Max 2 resta solido e apprezzato. Dall’altro, mantenere invariati elementi che hanno ricevuto critiche costanti, come la Smart Case, rischia di far percepire l’aggiornamento come troppo timido per giustificare l’acquisto a chi già possiede il modello precedente.

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