Quando lo streaming rovina la serata: il caso Warriors Lakers e l’aggiornamento Apple TV in piena partita
Il futuro della televisione è lo streaming, e su questo non ci piove. Per la maggior parte degli spettatori funziona benissimo, ma per chi segue lo sport con passione la faccenda si complica parecchio. L’ennesima dimostrazione è arrivata durante la partita tra Golden State Warriors e Los Angeles Lakers giocata a San Francisco giovedì sera, trasmessa in esclusiva su Amazon. Quello che è successo al Chase Center ha fatto il giro dei social e racconta molto bene i limiti di un sistema che, per quanto moderno, ogni tanto si inceppa nei modi più assurdi.
La Chase Arena, casa dei Warriors, proietta abitualmente le partite su maxi schermi piazzati vicino agli ingressi, nell’area esterna chiamata Thrive City. Di solito tutto fila liscio perché si tratta della trasmissione locale classica. Ma quella sera la partita girava sulla piattaforma Amazon, e quindi sui monitor del Chase Center passava lo stream. A un certo punto, nel bel mezzo del primo o secondo quarto di gioco, sugli schermi è comparso l’avviso di aggiornamento di Apple TV. Partita interrotta, tifosi increduli. La scena è stata documentata da Markus Boucher, giornalista della radio sportiva locale KNBR, che ha postato tutto sui social con una certa dose di ironia.
Colpa dello streaming o dell’errore umano?
Ora, chi conosce Apple TV sa bene che il dispositivo non interrompe automaticamente un contenuto in riproduzione per installare un aggiornamento del sistema operativo. Questo significa una cosa sola: qualcuno dello staff tecnico del Chase Center ha deciso, consapevolmente o per distrazione, di lanciare l’update proprio mentre la partita era in corso. Un errore di valutazione clamoroso, che però mette in luce un problema più grande. Con una trasmissione via cavo o satellite tradizionale, una situazione del genere non si sarebbe mai potuta verificare. Non esiste un tasto “aggiorna” su un decoder che possa far sparire la diretta nel momento meno opportuno.
Ed è proprio questo il punto dolente. Lo streaming offre qualità eccellente, flessibilità, e spesso anche produzioni televisive superiori. Ma introduce anche variabili nuove, fragilità tecniche che prima semplicemente non esistevano. Il fatto che una partita NBA possa essere oscurata da una schermata di sistema in un impianto sportivo professionistico la dice lunga su quanto il passaggio allo streaming sportivo sia ancora un cantiere aperto.
Una serata da dimenticare anche sul campo
Per i tifosi dei Warriors, tra l’altro, la partita non valeva nemmeno la pena di tutto quel trambusto. I Lakers hanno dominato dal terzo quarto in poi, con una schiacciata in contropiede di LeBron James che ha praticamente chiuso i giochi. Molti fan hanno abbandonato la visione ben prima della sirena finale. E qui emerge un altro aspetto interessante: se quella partita fosse passata sulla televisione locale tradizionale, probabilmente chi guardava avrebbe fatto zapping, controllando il risultato ogni tanto. Invece, con lo streaming, la dinamica cambia: si chiude l’app e si passa ad altro. La soglia di tolleranza è diversa, la pazienza è minore, e il legame con la diretta si spezza molto più facilmente.
Il caso del Chase Center resta un episodio quasi comico, ma racconta una realtà con cui lo sport in streaming dovrà fare i conti ancora a lungo.


