Apple compie 50 anni: le 50 persone che hanno costruito il mito

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Apple compie 50 anni: le persone che hanno costruito il mito di Cupertino

Il cinquantesimo anniversario di Apple è arrivato, e con esso un esercizio affascinante quanto complicato: provare a mettere in fila i nomi delle persone che hanno reso questa azienda quello che è oggi. Un lavoro che qualcuno ha portato avanti nelle ultime settimane, raccogliendo 50 nomi capaci di raccontare mezzo secolo di innovazione tecnologica. E la cosa sorprendente non è stata trovare abbastanza candidati, ma piuttosto il contrario: restringere la lista è stato il vero incubo.

Perché quando si parla della storia di Apple, non si parla solo di chi ci ha lavorato dentro. Si parla anche di chi ha contribuito da fuori, magari inventando qualcosa che poi è finito dritto nei prodotti più iconici dell’azienda. Gente come Douglas Engelbart, che negli anni Sessanta inventò il mouse, i collegamenti ipertestuali e i word processor, concetti che attraverso Xerox PARC sarebbero approdati al Lisa e al Macintosh originale. O come Paul Brainerd, che coniò il termine “desktop publishing” e lanciò PageMaker, un software esclusivo per Mac che spalancò ad Apple le porte del mercato creativo.

I nomi meno noti che hanno fatto la differenza

Tra i protagonisti meno conosciuti di questa storia ce ne sono alcuni che meritano davvero una menzione. Rob Janoff, per esempio, è quello che ha disegnato il secondo logo Apple, quello con la mela morsicata che, a parte qualche variazione di colore, è ancora in uso oggi. Il primo logo era carino, certo, ma anche decisamente folle. Poi c’è Jerry Manock, il primo designer dell’azienda, che mise le mani sul design dell’Apple II, dell’Apple III, del Lisa e del Macintosh. Viene considerato il padre dell’Industrial Design Group della compagnia.

E ancora: Tim Mott, membro del team di Xerox PARC, noto per aver inventato il doppio clic. Joy Mountford, che dal 1986 al 1996 guidò l’Human Interface Group di Apple, un gruppo di scienziati e artisti che rese i prodotti più facili da usare. Burrell Smith, l’ingegnere della scheda madre del Mac, descritto dai colleghi come la cosa più vicina a un secondo Steve Wozniak che Apple abbia mai avuto. E Marc Newson, il designer star che ha lavorato sull’Apple Watch e sugli store fisici, grande amico di Jony Ive, con cui oggi condivide una società.

Mezzo secolo e il futuro che non si ferma

La lista dei 50 nomi più importanti per il cinquantesimo anniversario di Apple verrà pubblicata a puntate nel corso della settimana, e rappresenta un modo intelligente per rileggere la traiettoria di un’azienda che ha cambiato il modo in cui il mondo intero interagisce con la tecnologia. Qualcuno di questi nomi è finito nella classifica definitiva, qualcun altro no. Ma tutti hanno lasciato un segno.

Nel frattempo, il presente di Apple non sta certo fermo. La WWDC 2026 è stata annunciata per l’8 giugno, con un focus importante sull’intelligenza artificiale. Si parla di una nuova interfaccia Siri con iOS 27, di aggiornamenti di sicurezza urgenti con OS 26.4 e persino di un interesse sorprendente del pubblico per l’iPhone Air. Cinquant’anni dopo quel garage in California, la storia continua a scriversi. E i nomi da ricordare, probabilmente, non finiranno mai.

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