Apple e il nuovo CEO Ternus: cosa cambia per il design a Cupertino

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Apple e il futuro del design: cosa cambia con il nuovo CEO John Ternus

Il team di design di Apple sta per vivere una trasformazione profonda. Dopo anni di turbolenze interne, fughe di talenti e un progressivo ridimensionamento del ruolo creativo dentro l’azienda, l’arrivo del nuovo CEO John Ternus potrebbe rimescolare le carte in modo significativo. A parlarne nel dettaglio è Mark Gurman di Bloomberg, nella sua newsletter Power On, dove ricostruisce con precisione il declino di quello che una volta era il reparto più influente di Cupertino.

Il punto centrale è questo: sotto la guida di Tim Cook, Apple ha spostato il baricentro dalla progettazione creativa alla gestione della catena di approvvigionamento e alle operazioni. Una scelta che ha funzionato dal punto di vista finanziario, certo. Ma che ha avuto conseguenze pesanti sul morale e sull’attrattività del gruppo di design. Molti designer di talento hanno lasciato l’azienda, e reclutarne di nuovi è diventato sempre più complicato. Il team non ha nemmeno più un posto nella dirigenza esecutiva, il che la dice lunga su quanto sia cambiato il clima rispetto ai tempi di Steve Jobs, quando chi disegnava i prodotti era trattato quasi come una rockstar.

Il piano di Ternus: riportare il design al centro

Secondo le fonti di Gurman, John Ternus è consapevole che serve una svolta decisa. Già prima di assumere formalmente la carica di CEO, prevista per settembre, avrebbe passato molto tempo con il gruppo di Industrial Design, cosa che Cook faceva raramente. Un segnale chiaro di dove vuole portare l’attenzione.

In alcuni incontri interni con i dipendenti, Ternus ha detto che Apple “continuerà a puntare sul design, perché il design è il cuore di quello che facciamo”. Ha anche aggiunto che l’azienda “ha portato un design incredibile a più persone di qualsiasi altra azienda nella storia” e che intende assicurarsi che le cose restino così. Parole di continuità, certo, non di rottura. Ed è comprensibile: criticare apertamente lo stile di gestione del proprio predecessore, che tra l’altro è ancora il capo e resterà in azienda con un ruolo più alto (anche se meno operativo), sarebbe stato quantomeno inopportuno.

Servono fatti, non solo parole

Ma al di là della diplomazia interna, il messaggio tra le righe è abbastanza evidente. Mantenere lo status quo non è un’opzione praticabile per il team di design di Apple. Quello che serve davvero è ridare al gruppo un peso reale nelle decisioni strategiche, restituire ai designer la sensazione di essere valorizzati e permettere loro di lavorare senza che ogni scelta debba passare prima dal filtro del profitto immediato.

E poi c’è la questione della leadership. Il reparto ha bisogno di una guida forte, che sia qualcuno pescato dall’esterno oppure un talento già presente in azienda ma da far crescere nel ruolo. Questa sarà forse la decisione più delicata che Ternus dovrà prendere nei primi mesi da CEO. Perché ridare credibilità a un team che ha perso smalto richiede più di qualche discorso motivazionale: servono scelte concrete e visibili, capaci di attrarre nuovi talenti e trattenere quelli rimasti.

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