Dieci anni di Apple Music: un servizio che non ha mai voluto essere gratuito
Il 30 giugno 2015 cambiava qualcosa nel mondo dello streaming musicale. Apple Music faceva il suo debutto, portando con sé milioni di brani, una funzione social che quasi nessuno ricorda più e, col tempo, anche qualche miliardo di dollari in multe per la casa di Cupertino. Eppure eccolo ancora lì, vivo e vegeto, a festeggiare i suoi primi dieci anni.
Chi si è iscritto ad Apple Music fin dal lancio e non ha mai smesso di pagare l’abbonamento, a oggi ha speso tranquillamente più di mille dollari. Non è poco. E il conto è destinato a salire, perché nel corso degli anni il prezzo è aumentato più di una volta. Ci sono poi i vari piani disponibili: quello famiglia, più costoso, quello studenti, decisamente più accessibile, e la possibilità di includere il servizio nel pacchetto Apple One. In ogni caso, qualcosa si è sempre pagato. Ogni singolo mese, per oltre un decennio.
Nessuna versione gratuita: la scelta che distingue Apple dalla concorrenza
Ed è proprio questo il punto che rende Apple Music un caso unico nel panorama dello streaming musicale. In tutti questi anni, il servizio non è mai stato disponibile gratuitamente. Zero. Niente. A parte qualche periodo di prova limitato nel tempo, magari tre mesi offerti con l’acquisto di un nuovo dispositivo, non c’è mai stata una porta d’ingresso senza costi.
La differenza con Spotify è netta e voluta. Il rivale svedese ha costruito buona parte della propria base utenti grazie alla versione gratuita supportata dalla pubblicità. Un modello che attira milioni di ascoltatori, li abitua alla piattaforma, e poi prova a convertirli in abbonati paganti. Apple ha scelto una strada completamente opposta: o si paga, o non si ascolta. Punto.
Una strategia che ha funzionato comunque
Viene da chiedersi se questa rigidità abbia penalizzato Apple Music in termini di numeri. Probabilmente sì, almeno in parte. Spotify resta il leader indiscusso per utenti totali. Ma Apple non ha mai dato l’impressione di voler vincere la guerra dei grandi numeri a tutti i costi. Il suo pubblico è quello già inserito nell’ecosistema Apple, gente che possiede un iPhone, un Mac, degli AirPods, e che trova naturale aggiungere un abbonamento musicale al pacchetto.
Dopo dieci anni, la piattaforma continua a macinare ricavi senza aver mai ceduto alla tentazione del modello freemium. Una scelta coraggiosa, forse anche un po’ testarda, ma che racconta molto della filosofia di Cupertino: se il prodotto vale, qualcuno disposto a pagare si trova sempre. E a quanto pare, quei qualcuno sono ancora parecchi milioni.


