Apple smart glasses: tutto quello che sappiamo sugli occhiali intelligenti di Cupertino
Il mercato dei wearable sta per accogliere un nuovo protagonista. Secondo diverse fonti autorevoli, Apple starebbe lavorando a un prodotto che potrebbe ridefinire la categoria: gli Apple smart glasses, occhiali intelligenti pensati per essere indossati tutti i giorni, senza l’ingombro e la complessità di un visore come il Vision Pro. Niente realtà aumentata immersiva, niente spatial computing. Solo un paio di occhiali dall’aspetto normale, con fotocamera, microfoni e altoparlanti integrati, progettati per funzionare in simbiosi con l’iPhone.
Il concetto ricorda molto quello dei Ray-Ban Meta, ma con l’approccio tipico di Apple: design curato, integrazione profonda nell’ecosistema e un forte accento sull’intelligenza artificiale. Il lancio? Le stime più credibili parlano di un periodo compreso tra fine 2026 e inizio 2027, anche se qualche ritardo legato allo sviluppo dell’AI potrebbe spostare tutto al 2028.
Design e stili delle montature
Secondo quanto riportato da Mark Gurman di Bloomberg nell’aprile 2026, Apple starebbe testando quattro diversi stili di montatura. Si va da un modello rettangolare grande, che richiama le classiche Wayfarer, a varianti ovali o circolari sia in formato ampio che più compatto. Uno degli stili, curiosamente, sembrerebbe ispirato agli occhiali indossati abitualmente da Tim Cook.
Le montature saranno realizzate in acetato, materiale descritto come più resistente e raffinato rispetto alla plastica comune. Tra le finiture in fase di sperimentazione ci sono nero, marrone chiaro e blu oceano. Un dettaglio importante: Apple sta sviluppando tutto internamente, senza collaborazioni con brand dell’occhialeria come invece fanno Meta (con Ray-Ban e Oakley) o Google (con Warby Parker). L’obiettivo è creare un prodotto immediatamente riconoscibile come dispositivo Apple.
Non ci sono ancora informazioni ufficiali sulla compatibilità con lenti graduate o sulla gestione delle diverse misure di montatura, ma considerando che altri smart glasses già offrono questa possibilità, sarebbe strano se Apple non seguisse la stessa strada. Del resto, l’infrastruttura degli Apple Store per provare e personalizzare i prodotti è già rodata grazie all’esperienza con il Vision Pro.
Funzionalità, specifiche tecniche e prezzo
Gli Apple smart glasses non saranno un dispositivo autonomo. Funzioneranno in coppia con l’iPhone tramite Bluetooth, un po’ come succede con l’Apple Watch nelle sue prime versioni. Le funzionalità attese includono una fotocamera per foto e video, altoparlanti per ascoltare musica, podcast e indicazioni stradali, un microfono per chiamate e comandi vocali, e soprattutto un’integrazione avanzata con Siri potenziata dall’intelligenza artificiale.
Sul fronte hardware, il cuore degli occhiali dovrebbe essere una versione modificata del chip Apple Watch serie S, ottimizzata per consumi energetici minimi. La prima generazione potrebbe non avere un display vero e proprio, limitandosi a funzioni audio e overlay visivi basilari come notifiche e navigazione. Con il tempo, però, Apple punta a trasformare il prodotto in veri occhiali a realtà aumentata capaci di sovrapporre contenuti 3D all’ambiente reale.
Tra le funzionalità più avanzate in fase di esplorazione ci sarebbero il riconoscimento del testo, promemoria contestuali basati su ciò che si sta guardando e indicazioni stradali più naturali, con Siri che fa riferimento a punti di riferimento reali invece di istruzioni generiche. Anche il monitoraggio della salute è stato menzionato, anche se in forma meno completa rispetto a quanto offre l’Apple Watch.
Per quanto riguarda il nome, nessuna conferma ufficiale. Il nome in codice interno è N50, e la scommessa più ragionevole è che Apple adotti la formula “Apple qualcosa”, coerente con il branding attuale. Resta da capire se il prodotto verrà inserito nella linea Vision oppure no.
Sul prezzo, non ci sono ancora indiscrezioni concrete. Per orientarsi, gli occhiali Meta partono da 299 dollari e arrivano fino a 499 dollari. Apple vorrà certamente essere competitiva, ma conoscendo la filosofia del marchio, è lecito aspettarsi un posizionamento nella fascia medio alta, in linea con il livello di qualità costruttiva promesso.


