La storia completa di iOS, dal primo iPhone fino a iOS 26
iOS è il cuore pulsante di ogni iPhone. Non è solo un sistema operativo: è la piattaforma su cui poggiano tutte le app, le funzionalità e le esperienze che milioni di persone vivono ogni giorno con il proprio dispositivo Apple. Ogni anno, di solito a settembre, Apple rilascia un aggiornamento importante che porta con sé novità più o meno rivoluzionarie. L’ultima versione disponibile è iOS 26, arrivata a settembre 2025 con un restyling profondo e tante funzioni inedite. A marzo 2026 Apple ha già rilasciato l’aggiornamento iOS 26.4, segno che lo sviluppo non si ferma mai dopo il lancio iniziale. Ma come si è arrivati fin qui? Vale la pena fare un viaggio a ritroso, perché la storia di iOS racconta anche l’evoluzione del modo in cui tutti usano lo smartphone.
Quando Steve Jobs presentò il primo iPhone nel 2007, il sistema operativo non si chiamava nemmeno iOS. Apple lo definiva una versione di OS X, il software del Mac. Solo nel 2010, con la quarta generazione, il nome venne accorciato in iOS. Nel frattempo, però, erano già successe cose enormi. Con iPhone OS 2 nel 2008 nacque l’App Store, che cambiò per sempre il concetto di telefono. iPhone OS 3 portò gli MMS, la registrazione video e l’app Memo Vocali. iOS 4 introdusse le cartelle nella schermata Home e FaceTime. Con iOS 5, nel 2011, fece il suo debutto Siri, insieme al Centro Notifiche e a iCloud. E per la prima volta si poteva aggiornare il telefono senza collegarlo a un computer, cosa che oggi sembra scontata ma all’epoca era una piccola rivoluzione.
Gli anni della maturità: da iOS 7 al design moderno
Il 2013 segnò un punto di svolta estetico. iOS 7 abbandonò il design scheumorfismo (quelle icone che imitavano oggetti reali) e abbracciò uno stile piatto, minimalista, decisamente più moderno. Arrivarono anche AirDrop e CarPlay. iOS 8 portò la Continuity tra iPhone, iPad e Mac, mentre iOS 9 aggiunse la modalità Night Shift per proteggere il sonno. Con iOS 10 si rinnovarono Messaggi e Foto, e nacque l’app Casa per la domotica. iOS 11, nel 2017, fu fondamentale perché introdusse l’interfaccia gestuale che permise la nascita dell’iPhone X, il primo senza tasto Home. iOS 12 portò Tempo di utilizzo e le Memoji, mentre iOS 13 nel 2019 rappresentò un altro spartiacque: la Modalità scura, nuove funzioni per la privacy, la possibilità di accedere con Apple nascondendo il proprio indirizzo email. Fu anche l’anno in cui iPadOS si separò da iOS, prendendo la sua strada.
iOS 14 aggiunse il Back Tap (toccare il retro dell’iPhone per attivare funzioni), iOS 15 portò le modalità Focus e Live Text. Con iOS 16 la schermata di blocco fu completamente stravolta, permettendo di aggiungere widget senza sbloccare il dispositivo. iOS 17 introdusse NameDrop e la protezione per dispositivi rubati. iOS 18, nel 2024, gettò le basi per le iniziative legate all’intelligenza artificiale di Apple, ridisegnò l’app Foto e aggiunse un’app dedicata alle password.
iOS 26 e il supporto agli iPhone: cosa sapere oggi
Con iOS 26, Apple ha fatto una scelta insolita: invece di chiamarlo iOS 19, ha allineato la numerazione all’anno di rilascio. Ma non è stato solo un cambio di nome. Il nuovo linguaggio visivo Liquid Glass, lo screening delle chiamate, le traduzioni in tempo reale e una nuova app Giochi hanno reso questo aggiornamento uno dei più corposi di sempre. iOS 26 è compatibile con tutti gli iPhone a partire da iPhone 11 in poi, inclusi iPhone SE di seconda e terza generazione.
Per chi possiede modelli più vecchi, Apple continua comunque a rilasciare aggiornamenti di sicurezza. A marzo 2026, ad esempio, sono stati distribuiti update per iOS 18, iOS 16 e persino iOS 15, coprendo dispositivi come iPhone 6s e iPhone 7. Questo significa che un iPhone 6s, lanciato nel 2015, ha ricevuto supporto per oltre dieci anni. Una longevità che pochi altri produttori possono vantare.


