Il video del drop test di iPhone 18 Pro che ha mandato in tilt la rete
Un presunto video del drop test di iPhone 18 Pro ha scatenato un putiferio online, e la storia che ci sta dietro è più intricata di quanto sembri a prima vista. Mancano ancora più di due mesi alla presentazione ufficiale dei nuovi flagship Apple, eppure qualcuno ha pensato bene di far circolare filmati che mostrerebbero il dispositivo mentre viene sottoposto a prove di caduta in quello che sembra un laboratorio. Il punto è che non si tratta della solita fuga di notizie dalla catena di fornitura. Qui la faccenda si complica parecchio.
Il leak ha attirato l’attenzione di Ice Universe, noto e rispettato analista del settore, che lo ha condiviso definendolo senza mezzi termini “il più grande leak della storia di Apple”. Un’affermazione forte, certo, ma che ha contribuito a far esplodere la copertura mediatica. Il video in questione appare plausibile, mostra un iPhone 18 Pro durante un test di caduta in ambiente controllato. Tuttavia, secondo quanto riportato da Reuters, il materiale potrebbe provenire da un attacco ransomware ai danni di uno dei produttori di Apple, il che cambia completamente la prospettiva sulla vicenda.
L’account fantasma e il caso Evan Blass
A rendere tutto ancora più confuso c’è la questione dell’account che ha pubblicato il video. L’handle @evleaks appartiene storicamente a Evan Blass, uno dei leaker più affidabili in circolazione, con un curriculum di anticipazioni quasi sempre azzeccate. Il ragionamento iniziale è stato semplice: se viene da Blass, probabilmente è roba vera. Peccato che Blass avesse chiuso il suo account già a maggio per motivi di salute, senza più pubblicare nulla. Quando il video è apparso, Blass è intervenuto dal suo profilo personale per chiarire di non avere alcun legame né con il leak né con quell’account. Poco dopo, Twitter/X ha sospeso l’handle @evleaks e Ice Universe ha cancellato il proprio post a riguardo.
La spiegazione più probabile? La piattaforma consente agli utenti Premium+ di acquisire handle inattivi, quindi qualcuno potrebbe aver semplicemente preso possesso del nome. Una mossa furba per dare credibilità a un contenuto dalla provenienza quantomeno dubbia.
Cosa resta di tutta questa vicenda
C’è chi ipotizza che sia stata la stessa Apple a far rimuovere il materiale, e lo stesso Blass ha commentato con una certa ironia che “sembra che Apple sia riuscita a fare quello che Samsung non è mai riuscita a fare” quando l’account è stato sospeso. Al netto delle speculazioni, un fatto resta incontestabile: l’attacco informatico a un fornitore Apple c’è stato davvero, e tra i file sottratti figuravano documenti relativi all’iPhone 18 Pro. Che il video sia autentico oppure no, la vicenda solleva interrogativi seri sulla sicurezza della supply chain e su quanto sia vulnerabile il processo produttivo anche di un colosso come Apple. Le prossime settimane chiariranno molto, soprattutto man mano che ci avvicineremo alla presentazione ufficiale del dispositivo.


