Mac Studio e Mac mini: sparite le configurazioni con più RAM

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Mac Studio e Mac mini perdono le configurazioni con più RAM: cosa sta succedendo

La carenza globale di memoria RAM sta colpendo anche i colossi della tecnologia, e Apple non fa eccezione. Chi stava pensando di acquistare un Mac Studio o un Mac mini con il massimo quantitativo di memoria disponibile potrebbe trovarsi davanti a una brutta sorpresa: diverse configurazioni con i tagli più alti di RAM sono semplicemente sparite dallo store online.

La cosa è stata notata questa settimana da MacRumors, e poi confermata anche per lo store britannico da Macworld. Nel dettaglio, il Mac Studio con chip M3 Ultra non è più acquistabile nella versione da 256 GB di RAM nello store statunitense: il massimo ora disponibile è 96 GB. Stesso discorso per il Mac mini con M4 Pro, che ha perso l’opzione da 64 GB, mentre la variante base con M4 non offre più il taglio da 32 GB. Chi vuole comprarlo può scegliere tra 16 GB o 24 GB, punto. E attenzione: non si tratta di prodotti segnalati come “temporaneamente non disponibili”. Le opzioni sono state proprio rimosse dalle pagine di configurazione, il che fa pensare a una scelta più strutturale.

Una crisi che viene da lontano (e che riguarda tutti)

Non è la prima volta che Apple fatica a gestire gli ordini con configurazioni di RAM elevata. Già a marzo si erano registrati ritardi di settimane su diverse varianti, con alcune che erano state temporaneamente bloccate. Ma all’epoca venivano almeno mostrate come “attualmente non disponibili”. Adesso il segnale sembra più netto, quasi definitivo.

La causa di fondo è nota: la domanda esplosiva di hardware per server dedicati all’intelligenza artificiale ha prosciugato le scorte di memoria a livello mondiale, mettendo in difficoltà praticamente tutti i produttori di elettronica di consumo. I produttori di PC Windows, per esempio, hanno già dovuto alzare i prezzi per far fronte alla situazione.

Apple, va detto, se l’è cavata meglio di molti concorrenti. La sua posizione dominante sul mercato e i contratti preferenziali con i fornitori le hanno garantito una sorta di cuscinetto temporale. La crisi ci ha messo più tempo ad arrivare dalle parti di Cupertino, e quando le cose miglioreranno sarà probabilmente tra le prime aziende a beneficiarne. Ma nel frattempo, anche chi compra un Mac Studio o un Mac mini deve fare i conti con la realtà: le configurazioni top non sono più un’opzione, almeno per ora. E non è detto che la situazione si risolva in tempi brevi.

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