MacBook Neo: l’SSD si può aggiornare, ma serve un saldatore

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MacBook Neo: l’SSD si può aggiornare, ma serve il saldatore

Il MacBook Neo ha conquistato una fetta enorme di pubblico grazie a un rapporto qualità prezzo che, oggettivamente, non si era mai visto nel mondo Mac. Eppure, come spesso accade con i prodotti Apple più accessibili, qualche compromesso c’è. E quello più evidente riguarda l’SSD: i tagli da 256GB e 512GB non bastano a tantissimi utenti, e le velocità di lettura e scrittura sono decisamente inferiori rispetto agli altri Mac in circolazione. La buona notizia? Qualcuno ha già trovato il modo di risolvere la questione.

Lo YouTuber dosdude1 è riuscito a sostituire l’unità di archiviazione del MacBook Neo con un modulo NAND NVMe da 1TB, lo stesso comunemente utilizzato nell’iPhone 16 Pro. Il risultato è uno storage non solo più capiente, ma anche sensibilmente più veloce di quello offerto da Apple di serie. In un post su X, dosdude1 ha scritto che il tutto “ha funzionato senza il minimo intoppo”. Dettaglio non trascurabile: il costo del modulo si aggira intorno al 35% del prezzo del MacBook Neo stesso. Facendo due conti, parliamo di circa 210 dollari su un portatile da 599.

Un’operazione complessa ma fattibile

Chi volesse replicare l’impresa sul proprio MacBook Neo deve sapere che non si tratta di un’operazione banale. Non è come sostituire un banco di RAM su un vecchio portatile. Il processo richiede lo smontaggio completo della macchina, la rimozione dell’SSD originale, la preparazione del nuovo modulo e la saldatura vera e propria, seguita da una serie di test per verificare che tutto funzioni correttamente. Servono competenze specifiche, attrezzatura adeguata e una buona dose di pazienza. Detto questo, per chi ha dimestichezza con questo tipo di interventi, è assolutamente fattibile.

E la memoria? Quella no, non si tocca

Se qualcuno si stesse chiedendo se lo stesso trucco si possa applicare alla memoria RAM del MacBook Neo, la risposta è no. A differenza dell’SSD, la RAM non è un componente separato. È integrata direttamente nel chip principale, insieme a CPU e GPU. Questo significa che per avere più memoria bisognerebbe sostituire l’intero chip A18 Pro con un A19 Pro, che dovrebbe offrire 12GB di RAM. Un’operazione che, almeno per ora, va ben oltre le possibilità di qualsiasi modder casalingo.

Resta il fatto che il MacBook Neo, anche con i suoi limiti, rappresenta un punto di ingresso nell’ecosistema Apple davvero notevole. E sapere che almeno lo storage si può espandere, per quanto in modo poco ortodosso, è una notizia che farà piacere a chi ama spingersi oltre i confini imposti dal produttore.

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