macOS 28 dice addio a HFS+ cifrato: cosa devi fare subito

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Apple dice addio al formato cifrato Mac OS Extended: cosa cambia con macOS 28

Il supporto al formato Mac OS Extended (HFS+) cifrato ha i giorni contati. Apple ha pubblicato un nuovo documento di supporto in cui conferma che, a partire da macOS 28, previsto per il 2027, non sarà più possibile utilizzare unità di archiviazione formattate con questo standard crittografato. Una notizia che riguarda potenzialmente milioni di utenti, soprattutto chi possiede vecchi hard disk esterni o Fusion Drive ancora in uso.

Chi utilizza un disco con Mac OS Extended cifrato dovrà intervenire prima di quel momento: o decriptare l’unità, oppure riformattarla nel più moderno formato APFS. Apple non ha fornito spiegazioni dettagliate sulla decisione, ma la direzione è chiara da tempo. Già con le note sviluppatore della beta di macOS 27 era stata annunciata la deprecazione del formato cifrato HFS+. E a partire da macOS 26, il sistema potrebbe iniziare a mostrare avvisi agli utenti che collegano unità formattate in questo modo, segnalando l’incompatibilità futura.

Perché Apple abbandona HFS+ cifrato a favore di APFS

La storia di Mac OS Extended risale al 1998, un’epoca in cui i Mac montavano esclusivamente hard disk tradizionali. Era un formato robusto per quei tempi, ma il mondo è cambiato parecchio. Nel 2017 Apple ha introdotto APFS, un file system pensato fin dall’inizio per funzionare al meglio con le unità SSD, ormai lo standard su ogni Mac in commercio. Le SSD devono per forza utilizzare APFS, mentre i vecchi hard disk possono ancora funzionare con entrambi i formati. Almeno per ora.

Per verificare quale formato utilizza un disco collegato al Mac, basta selezionare l’icona dell’unità sulla scrivania, fare clic destro, scegliere “Ottieni informazioni” e cercare la voce Formato. In alternativa, si può usare l’app Utility Disco, che mostra il formato direttamente sotto il nome del dispositivo nella finestra principale. Una procedura semplice che vale la pena fare subito, così da sapere se il proprio disco è coinvolto da questo cambiamento.

Come prepararsi: le opzioni disponibili

Le strade percorribili sono sostanzialmente due. La prima prevede di decriptare il disco e continuare a usare Mac OS Extended senza cifratura. Questa operazione non richiede di cancellare i dati presenti sull’unità, anche se è sempre consigliabile fare una copia di sicurezza prima di procedere. La seconda opzione è riformattare completamente l’unità in APFS, ma attenzione: in questo caso tutti i dati verranno eliminati, quindi un backup completo è assolutamente indispensabile.

Apple ha messo a disposizione istruzioni dettagliate per entrambe le procedure nel proprio sito di supporto. Il consiglio è di non aspettare l’ultimo momento. Con macOS 26 che inizierà già a segnalare le incompatibilità, prendersi per tempo evita brutte sorprese e permette di gestire la transizione con calma. Chi ha unità esterne che non vengono collegate da mesi farebbe bene a tirarle fuori dal cassetto e controllare. Meglio scoprirlo adesso che ritrovarsi con un disco illeggibile fra un paio d’anni.

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