I millepiedi hanno conquistato la terraferma 80 milioni di anni prima dei vertebrati
Quando si parla di evoluzione della vita sulla Terra, i millepiedi non sono esattamente i protagonisti che vengono in mente per primi. Eppure uno studio appena pubblicato sulla rivista Current Biology racconta una storia che ribalta parecchie certezze: i millepiedi strisciavano già sulla terraferma quasi 460 milioni di anni fa, battendo i vertebrati di oltre 80 milioni di anni. Un team internazionale guidato da ricercatori della Virginia Tech ha finalmente completato il primo albero evolutivo completo di tutti gli ordini viventi di millepiedi, risolvendo un enigma che durava da più di un secolo.
La questione era rimasta aperta perché due gruppi rarissimi, i Siphoniulida e i Siphonocryptida, non erano mai stati inclusi in analisi genetiche. Per trovarli, i ricercatori hanno organizzato spedizioni a Los Tuxtlas in Messico e nelle Isole Canarie, raccogliendo esemplari di specie il cui DNA non era mai stato studiato prima. Parliamo di creature lunghe meno di un centimetro, che vivono sottoterra e che si confondono facilmente con minuscoli vermi. “Ci sono volute dieci persone e oltre una settimana solo per trovare un singolo adulto di dieci millimetri,” ha raccontato Luisa Vasquez Valverde, prima autrice dello studio.
Un mondo senza alberi, senza semi, senza vertebrati
I risultati dell’analisi hanno rivelato qualcosa di sorprendente. I millepiedi potrebbero essere apparsi circa 35 milioni di anni prima rispetto a quanto suggerivano i fossili più antichi conosciuti. In quel periodo la Terra era un posto radicalmente diverso: niente vertebrati, niente alberi, niente piante con semi o fiori. I millepiedi si nutrivano di muschi in decomposizione e di quella che Paul Marek, il responsabile dello studio, ha definito con una certa efficacia “melma primordiale sulla superficie del pianeta.” Erano, a tutti gli effetti, tra i primi ingegneri degli ecosistemi terrestri, capaci di riciclare nutrienti e preparare il terreno per tutto ciò che sarebbe venuto dopo.
Lo studio ha anche chiarito la posizione tassonomica dei due gruppi misteriosi. I Siphonocryptida, che si credeva fossero un ordine separato, appartengono in realtà a un lignaggio già esistente. I Siphoniulida sono stati finalmente collocati accanto ai loro parenti evolutivi più stretti. Per arrivare a queste conclusioni il team ha sequenziato centinaia di geni da 82 specie di millepiedi, integrando i dati con le informazioni ricavate da 29 fossili e sfruttando le risorse di calcolo avanzato della Virginia Tech.
Le prime armi chimiche del mondo animale
Un altro aspetto affascinante emerso dall’albero evolutivo riguarda le difese chimiche. I millepiedi producono sostanze tossiche per proteggersi dai predatori e lo studio suggerisce che questa capacità sia comparsa circa 260 milioni di anni fa. “Hanno inventato le prime armi chimiche,” ha detto Marek. “Sono piccole fabbriche chimiche ambulanti.”
Nonostante il loro ruolo fondamentale come decompositori negli ecosistemi di tutto il mondo, i millepiedi restano creature sorprendentemente poco conosciute. Con oltre 14.000 specie descritte, gli scienziati stimano che decine di migliaia di specie siano ancora da scoprire. Marek e i suoi studenti ne hanno trovate di nuove perfino nel campus universitario di Blacksburg, in Virginia. Il che la dice lunga su quanto poco sappiamo ancora di questi animali antichissimi, che hanno silenziosamente contribuito a rendere la Terra il posto che conosciamo oggi.


