Serpenti con le zampe: il fossile di 100 milioni di anni che cambia tutto

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Un serpente di 100 milioni di anni con zampe posteriori riscrive la storia dell’evoluzione

Quasi cento milioni di anni fa, i serpenti non erano affatto le creature lisce e prive di arti che tutti conoscono. Avevano ancora zampe posteriori e persino un osso zigomatico, il cosiddetto osso jugale, che nelle specie moderne è praticamente scomparso. A raccontare questa storia è un fossile straordinariamente conservato di Najash rionegrina, rinvenuto in Argentina, che ha costretto la comunità scientifica a rivedere parecchie convinzioni sulle origini dei serpenti. E no, non si trattava di piccoli animali scavatori come si pensava prima. Erano predatori grandi, con bocche larghe e un piano corporeo che nessuno si aspettava.

Lo studio, pubblicato su Science Advances nel 2019, è nato dalla collaborazione tra paleontologi argentini e ricercatori dell’Università di Alberta. La scoperta ha aggiunto un tassello fondamentale a un registro fossile che per decenni era rimasto troppo frammentario per spiegare con chiarezza le prime fasi dell’evoluzione dei serpenti. Fernando Garberoglio, della Fundación Azara presso l’Universidad Maimónides di Buenos Aires e autore principale della ricerca, ha spiegato che i risultati supportano l’idea che gli antenati dei serpenti moderni fossero animali dal corpo robusto e dalla bocca ampia. Inoltre, questi serpenti primitivi mantennero le zampe posteriori per un periodo sorprendentemente lungo prima che comparissero le forme quasi completamente prive di arti che popolano il pianeta oggi.

Cosa ha rivelato la scansione del cranio fossile

I fossili descritti nello studio provengono dalla Patagonia settentrionale e appartengono a un antico lignaggio meridionale diffuso nei continenti del Gondwana. Per esaminare il cranio senza danneggiarlo, il team ha utilizzato la tomografia microcomputerizzata, una tecnica che ha permesso di ricostruire dettagli eccezionali: percorsi di nervi, vasi sanguigni e ossa ancora intrappolate nella roccia. Quel livello di precisione ha risolto un dibattito anatomico che andava avanti da generazioni. Per 160 anni, gli scienziati avevano interpretato male l’osso jugale nei serpenti e nei rettili affini. I fossili di Najash hanno fornito la prova empirica per correggere finalmente il tiro.

Michael Caldwell, professore all’Università di Alberta e coautore dello studio, ha definito la ricerca una vera rivoluzione nella comprensione dell’osso jugale, sottolineando che la correzione non si basa su congetture ma su evidenze concrete. Il Najash cattura un momento in cui i serpenti erano ancora in piena transizione: conservavano un cranio per certi versi ancora simile a quello delle lucertole, possedevano zampe posteriori funzionali e non avevano ancora acquisito il piano corporeo tipico dei loro discendenti moderni.

Le scoperte successive che hanno complicato (e arricchito) il quadro

Dopo il 2019, altre ricerche hanno reso la storia ancora più affascinante. Nel 2020, la descrizione di Boipeba tayasuensis, un serpente cieco del Cretaceo superiore rinvenuto in Brasile, ha spinto il registro fossile dei serpenti ciechi più indietro nel tempo, fino all’era dei dinosauri. Quell’esemplare superava il metro di lunghezza, suggerendo che alcuni serpenti primitivi del Gondwana fossero molto più grandi di quanto si credesse.

Nel 2023, un altro studio su Science Advances ha provato a ricostruire i cervelli di squamati viventi e fossili, indicando che l’antenato dei serpenti moderni potrebbe essere stato adattato sia alla vita sotterranea sia a comportamenti opportunistici. Poi, nel 2025, una ricerca pubblicata su Nature ha descritto uno squamato del Giurassico medio dalla Scozia, con un mix sorprendente di tratti da lucertola e da serpente. Tutti segnali che l’evoluzione dei serpenti è stata un processo molto più complesso e sperimentale di quanto chiunque avesse immaginato.

Eppure, nonostante tutte queste scoperte successive, Najash rionegrina resta una delle finestre più nitide su quella fase cruciale. Non mostra semplicemente un serpente antico. Mostra un serpente antico nel bel mezzo di una trasformazione che avrebbe cambiato per sempre la forma della vita sul pianeta.

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