Il nuovo Siri in iOS 27: tutto quello che sappiamo sul chatbot Apple
La trasformazione di Siri in un vero e proprio chatbot è probabilmente la novità più attesa di iOS 27, e le indiscrezioni delle ultime settimane stanno finalmente delineando un quadro piuttosto chiaro. Apple si prepara a presentare una versione completamente ripensata del suo assistente vocale alla WWDC di giugno 2025, e stavolta non si tratta di un semplice aggiornamento cosmetico. Siri diventerà qualcosa di molto più simile a ChatGPT o Claude, con la capacità di sostenere conversazioni articolate, gestire richieste complesse e fare cose che fino a oggi erano semplicemente fuori dalla sua portata.
Il punto di partenza è semplice: oggi Siri risponde a domande basilari ed esegue comandi elementari, ma non riesce a reggere un dialogo vero. Con iOS 27, questo limite dovrebbe sparire del tutto. Apple non aveva inizialmente in programma di costruire un chatbot completo, ma l’esplosione nell’uso di strumenti come ChatGPT e Gemini di Google ha reso impossibile restare a guardare. Google ha già integrato Gemini nei dispositivi Android, e i chatbot più diffusi contano centinaia di milioni di utenti attivi ogni settimana.
Un’app dedicata e un nuovo look per Siri
La novità più tangibile sarà l’arrivo di un’app Siri standalone, progettata in modo simile alle app di OpenAI o Anthropic. Ci sarà una griglia con le conversazioni passate, la possibilità di salvare le chat preferite, cercare contenuti al loro interno e avviarne di nuove. Le conversazioni assomiglieranno a quelle di iMessage, con bolle di chat e suggerimenti iniziali su cosa chiedere. Il tutto supporterà sia testo che voce.
Dal punto di vista estetico, Siri avrà anche una nuova animazione di attivazione. Secondo Mark Gurman di Bloomberg, Apple sta testando un’integrazione nella Dynamic Island: un’icona luminosa con la scritta “searching” durante l’elaborazione, che poi si espande in un pannello traslucido con i risultati. Un dettaglio interessante è la possibile aggiunta di un pulsante “Ask Siri” nei menu di altre app, per inviare contenuti direttamente all’assistente.
Integrazione profonda, intelligenza artificiale e partnership con Google
Il chatbot Siri non sarà solo un’app separata. Resterà integrato a livello di sistema, attivabile con il comando vocale o il tasto laterale, e andrà a sostituire l’attuale funzione Spotlight. Potrà cercare sul web con risultati visivamente ricchi, analizzare documenti caricati, generare immagini, riassumere informazioni e persino leggere email, messaggi e file per completare attività personalizzate. L’integrazione si estenderà ad app come Mail, Messaggi, Foto, Apple TV e Xcode.
Sul fronte della memoria conversazionale, Apple sta ancora valutando quanta libertà concedere al chatbot nel ricordare le interazioni passate, con la privacy degli utenti come vincolo prioritario. In più, sarà possibile collegare chatbot di terze parti (come Claude o Gemini) tramite una nuova sezione “Estensioni” nelle impostazioni di Apple Intelligence.
L’architettura sottostante poggia su una collaborazione pluriennale con Google: i modelli fondativi di Apple saranno basati sulla tecnologia Gemini, e il chatbot Siri utilizzerà un modello personalizzato sviluppato dal team Gemini, paragonabile a Gemini 3. Apple starebbe anche valutando di far girare il tutto sui server Google con processori TPU, non avendo ancora l’infrastruttura per gestire miliardi di richieste giornaliere. La presentazione ufficiale è attesa per il WWDC del 9 giugno, anche se non è detto che tutte le funzionalità saranno pronte al lancio.


