Con iOS 27, Siri potrebbe finalmente diventare un assistente all’altezza del suo nome
Per oltre un decennio, Siri ha fatto più o meno sempre le stesse cose: controllare il meteo, mettere la musica, cercare qualcosa su Wikipedia. Roba basilare, diciamo. Il problema è che nel frattempo il mondo è andato avanti, e parecchio. Su Android, ad esempio, Google Gemini ha già acquisito capacità agentiche che permettono di controllare il dispositivo con un linguaggio del tutto naturale. Ecco perché le novità in arrivo con iOS 27 fanno così rumore: Apple sembra pronta a ricostruire Siri dalle fondamenta, colmando un divario che ormai era diventato imbarazzante.
Partiamo dalla novità più attesa. Su iOS 27, Siri dovrebbe essere alimentato da un modello linguistico di grandi dimensioni (LLM), il che cambierebbe radicalmente il modo in cui capisce e risponde. Niente più frasi costruite con attenzione chirurgica per evitare fraintendimenti: si potrà parlare in modo naturale, e l’assistente dovrebbe capire ugualmente. Questo aggiornamento amplierebbe anche le sue conoscenze generali, riducendo la necessità di appoggiarsi a ChatGPT o di rimandare a risultati web generici. In più, Siri potrebbe guadagnare una memoria conversazionale, ricordando le richieste precedenti e persino dettagli di sessioni passate. Un po’ come fanno già ChatGPT e Gemini, che imparano e si adattano nel tempo a chi li usa.
Multitasking, app dedicata e nuova interfaccia
Chi usa Siri con regolarità sa bene quanto sia limitato nel gestire più comandi contemporaneamente. Provare a chiedere di impostare una sveglia, avviare una playlist e accendere le luci in un’unica frase? Risultato garantito: confusione totale, con Siri che esegue una sola azione, oppure qualcosa di completamente scollegato, oppure proprio nulla. Con iOS 27, questo problema potrebbe finalmente risolversi grazie al supporto per il multitasking. Una svolta concreta per la produttività quotidiana.
E poi c’è la questione dell’interfaccia. Dato che il nuovo Siri funzionerà più come un chatbot vero e proprio, con conversazioni lunghe e strumenti avanzati, il classico popup che scompare al minimo tocco accidentale non basterà più. Apple potrebbe quindi introdurre un’app dedicata per Siri, accessibile direttamente dalla schermata Home, con cronologia delle conversazioni e opzioni di personalizzazione. L’assistente verrebbe anche integrato nella Dynamic Island, sfruttando lo spazio extra previsto soprattutto su iPhone 18 Pro, dove il ritaglio della fotocamera sarà più piccolo.
Estensioni di terze parti e consapevolezza delle app
Con iOS 18.2, Apple aveva già aggiunto un’estensione opzionale di ChatGPT a Siri. Su iOS 27, la lista dovrebbe allargarsi per includere Gemini, e potenzialmente anche Claude, Perplexity e altri. Chi non è soddisfatto delle capacità native di Siri potrà così sfruttare i propri account su chatbot di terze parti direttamente a livello di sistema.
Ma non finisce qui. Apple dovrebbe finalmente concretizzare quelle funzionalità promesse due anni fa e mai arrivate: un’espansione massiccia del framework App Intents, che permetterà a Siri di eseguire azioni dentro app di terze parti. L’assistente sarà anche in grado di analizzare ciò che appare sullo schermo per capire il contesto. E soprattutto, potrà attingere ai dati personali sparsi tra messaggi, email e altre fonti per rispondere a domande specifiche sulla vita digitale di chi lo usa. In pratica, Siri conoscerà tutto. Che la cosa entusiasmi o faccia un po’ impressione, dipende dai punti di vista.


