Il MacBook Neo si carica più velocemente di quanto Apple voglia far credere
La questione della ricarica del MacBook Neo sta facendo discutere parecchio, e a ragione. Apple ha dichiarato che il suo nuovo portatile non supporta la ricarica rapida e nella confezione include soltanto un alimentatore da 20W (almeno fuori dall’Europa). Sulla carta, quindi, sembrava del tutto inutile collegare la macchina a un caricatore più potente. E invece no: i test raccontano una storia diversa.
A scoprire il trucco è stata la redazione di Macworld, che ha deciso di mettere alla prova il MacBook Neo con un alimentatore ben più muscoloso di quello in dotazione. Il protocollo era semplice: partire da una carica del 20%, collegare il portatile per mezz’ora con il caricatore da 20W fornito da Apple, e poi ripetere lo stesso identico esperimento con un alimentatore da 96W. Il risultato? Con il caricatore più potente, il MacBook Neo ha recuperato il doppio della batteria nello stesso lasso di tempo. Il 15% in più con il 20W, il 30% in più con il 96W. Una differenza tutt’altro che trascurabile per chi ha fretta.
La spiegazione tecnica dietro questa apparente contraddizione è abbastanza semplice. Apple definisce ufficialmente la ricarica rapida come la capacità di raggiungere il 50% di carica in 30 minuti. Il MacBook Neo non riesce a farlo nemmeno con il caricatore più potente in circolazione, quindi tecnicamente Apple non ha mentito. Però dire che non supporta la ricarica rapida e far pensare che un alimentatore più potente sia inutile sono due cose molto diverse. Ed è qui che la comunicazione dell’azienda di Cupertino diventa, diciamo, un po’ furba.
Non serve un caricatore enorme, bastano 24W
Chi volesse velocizzare la ricarica del proprio MacBook Neo non deve nemmeno spendere cifre importanti per un alimentatore di fascia alta. I test hanno rivelato che la macchina è in grado di assorbire al massimo 24 watt. Questo significa che qualsiasi caricatore sopra quella soglia offre esattamente le stesse prestazioni del 96W usato nei test. Un alimentatore da 30W, facilmente reperibile a prezzi contenuti, fa già il suo lavoro alla perfezione.
C’è poi un aspetto che riguarda in modo specifico chi acquista il MacBook Neo in Europa. Apple sostiene che la legislazione europea e britannica le impedisca di includere un alimentatore nella confezione dei propri dispositivi. La realtà è che questa interpretazione della normativa è, per usare un eufemismo, piuttosto generosa. La legge non vieta espressamente di includere un caricatore, e Apple ha semplicemente colto l’occasione per risparmiare qualche euro su ogni unità venduta. Una scelta comprensibile dal punto di vista aziendale, meno dal punto di vista del consumatore che si ritrova a dover acquistare un accessorio separato.
Un piccolo investimento che fa la differenza
Il lato positivo per gli acquirenti europei è che, dovendo comunque comprare un alimentatore, tanto vale scegliere un modello leggermente più potente. Non costa molto di più e permette di ricaricare il MacBook Neo quasi al doppio della velocità rispetto al classico 20W. È uno di quei dettagli che sulla carta sembrano marginali, ma che nella vita di tutti i giorni fanno una differenza concreta, soprattutto per chi lavora in mobilità e ha bisogno di spremere quanta più autonomia possibile in poco tempo.
Resta il fatto che Apple avrebbe potuto comunicare questa possibilità in modo più trasparente. Scrivere che il dispositivo non supporta la ricarica rapida senza specificare che un caricatore più potente migliora comunque sensibilmente i tempi è una mezza verità. E le mezze verità, si sa, sono spesso più fastidiose delle bugie.


