Apple Watch e la battaglia sui brevetti per il pulsossimetro
La guerra legale tra Apple e Masimo sul tema del pulsossimetro integrato nell’Apple Watch va avanti ormai da sei anni, e l’ultimo capitolo aggiunge un colpo di scena che vale la pena raccontare bene. Un tribunale d’appello statunitense ha dato ragione a Masimo, confermando che Apple avrebbe violato alcuni brevetti legati alla tecnologia di misurazione dell’ossigeno nel sangue. Però, ed è qui che la faccenda si fa interessante, il tribunale che davvero conta ha chiarito una cosa fondamentale: un nuovo ban sull’Apple Watch non ci sarà.
Cosa è successo davvero tra Apple e Masimo
Facciamo un passo indietro. Masimo è un’azienda specializzata in tecnologie medicali, particolarmente nota proprio per i suoi dispositivi di monitoraggio della saturazione di ossigeno. La disputa con Apple ruota attorno al sensore di pulsossimetria presente nell’Apple Watch, una funzione che permette di rilevare i livelli di ossigeno nel sangue direttamente dal polso. Masimo sostiene che Apple abbia sottratto segreti commerciali e violato brevetti specifici per sviluppare questa tecnologia.
La questione è finita davanti alla International Trade Commission (ITC), che nell’ottobre 2023 aveva emesso un ordine per bloccare l’importazione dell’Apple Watch negli Stati Uniti. Apple aveva provato a fare appello, ma nel dicembre dello stesso anno la richiesta era stata respinta. Una mossa piuttosto drastica, che per qualche settimana aveva effettivamente messo in discussione la vendita dello smartwatch più diffuso al mondo sul mercato americano.
Nessun nuovo blocco per l’Apple Watch, almeno per ora
Ora, con questa nuova sentenza d’appello, la situazione assume contorni più definiti. Da un lato, il verdetto favorevole a Masimo conferma che le accuse di violazione brevettuale hanno un fondamento giuridico solido. Dall’altro, la decisione del tribunale competente rende chiaro che un ulteriore divieto di vendita dell’Apple Watch non è all’orizzonte. Il che, tradotto in parole semplici, significa che chi vuole comprare un Apple Watch negli Stati Uniti può continuare a farlo senza problemi.
Apple nel frattempo ha già modificato il software del sensore di ossigeno nel sangue nelle versioni più recenti del dispositivo, disabilitando di fatto la funzione di pulsossimetria per aggirare le restrizioni imposte dalla ITC. Una soluzione poco elegante, certo, ma efficace dal punto di vista commerciale.
Resta da capire come evolverà questa vicenda nei prossimi mesi. Sei anni di battaglie legali non si risolvono con una singola sentenza, e sia Apple che Masimo sembrano intenzionate a portare avanti le rispettive posizioni fino in fondo. Quello che è certo è che l’Apple Watch continuerà a essere disponibile, anche se la questione del pulsossimetro rimane un nodo tutt’altro che sciolto.


