Apple Watch e il sensore di ossigeno nel sangue: la battaglia legale con Masimo segna un punto a favore di Cupertino
La questione del sensore di ossigeno nel sangue su Apple Watch sembrava destinata a trascinarsi ancora a lungo, e invece questa settimana è arrivata una svolta significativa. Un giudice della U.S. International Trade Commission (ITC) ha stabilito che l’attuale implementazione adottata da Apple negli Stati Uniti non viola i brevetti di Masimo, e che quindi non ci sarà un nuovo divieto di importazione per lo smartwatch di Cupertino.
Per capire come si è arrivati fin qui, bisogna fare un passo indietro. Dopo che nel 2023 era stata accertata una violazione dei brevetti Masimo legati proprio alla rilevazione dell’ossigeno nel sangue, l’Apple Watch aveva subìto un blocco alle importazioni negli Stati Uniti. Apple aveva dovuto sospendere temporaneamente le vendite nel dicembre 2023, per poi disattivare completamente la funzione a gennaio 2024, riprendendo così la commercializzazione del dispositivo, ma senza quella feature.
Il workaround che ha cambiato le carte in tavola
Nell’agosto 2025, Apple ha trovato una soluzione alternativa piuttosto ingegnosa. Il sensore di ossigeno nel sangue dell’Apple Watch raccoglie i dati, ma l’elaborazione avviene su un iPhone abbinato, e i risultati sono consultabili esclusivamente dallo smartphone. Secondo Apple, questo nuovo processo non infrange né il divieto dell’ITC né i brevetti Masimo. La soluzione aveva anche ricevuto il via libera dalla U.S. Customs and Border Protection (CBP).
Masimo, ovviamente, non era d’accordo. Ha fatto causa alla CBP accusandola di aver agito in modo illegittimo, e ha chiesto all’ITC di verificare se il workaround di Apple violasse effettivamente il ban originale. L’ITC, però, ha dato ragione ad Apple, confermando che la soluzione adottata non viola i brevetti contestati. Va detto che si tratta di una decisione preliminare: la commissione al completo dovrà ancora confermare il verdetto.
Una vittoria parziale in un quadro ancora complesso
Se da un lato Apple può festeggiare sul fronte ITC, dall’altro la situazione resta tutt’altro che risolta. Sempre nella stessa giornata, la Corte d’Appello federale ha confermato la decisione originale del 2023 che aveva portato al divieto di importazione, ribadendo che l’Apple Watch aveva effettivamente violato i brevetti di Masimo. La corte ha rifiutato di annullare il ban.
Apple ha dichiarato che continuerà a esplorare ogni possibilità di revisione della sentenza. E c’è anche un altro fronte aperto: nel novembre 2025, una giuria federale ha assegnato a Masimo un risarcimento di 634 milioni di dollari nella causa per violazione brevettuale, cifra che Apple sta impugnando in appello.
Quello che emerge è un quadro legale frammentato, dove ogni tribunale sembra raccontare una storia diversa. La partita tra Apple e Masimo sul sensore di ossigeno nel sangue dell’Apple Watch è ancora lontana dal trovare una conclusione definitiva, e le prossime mosse di entrambe le parti saranno decisive per capire come andrà a finire questa vicenda.


