Tettonica delle placche: si muovevano già 3,5 miliardi di anni fa

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Le placche tettoniche si muovevano già 3,5 miliardi di anni fa: la scoperta che riscrive la storia della Terra

La tettonica delle placche potrebbe essere iniziata molto prima di quanto chiunque avesse mai immaginato. Un gruppo di geoscienziati della Harvard University ha scoperto le prove dirette più antiche mai trovate del movimento delle placche tettoniche, risalenti a ben 3,5 miliardi di anni fa. E questa non è una sfumatura da poco: significa che il nostro pianeta era già un sistema dinamico, in fermento, quando sulla sua superficie comparivano appena le prime forme di vita microbica.

Lo studio, pubblicato il 19 marzo 2026 sulla rivista Science, ribalta l’idea che la Terra primitiva fosse un corpo rigido, con una crosta immobile e sostanzialmente inerte. Niente affatto. La superficie terrestre era già frammentata in pezzi capaci di spostarsi l’uno rispetto all’altro. Una rivoluzione silenziosa che, probabilmente, ha creato le condizioni per tutto ciò che è venuto dopo.

Rocce antichissime e magnetismo come bussola del passato

La chiave di tutto sta nel paleomagnetismo. Dentro i minerali delle rocce più antiche del pianeta sono intrappolati segnali magnetici microscopici, una sorta di impronta digitale che registra dove si trovava quella porzione di crosta quando si è formata. È come un GPS geologico, congelato nel tempo.

Il team guidato dal professor Roger Fu ha analizzato oltre 900 campioni di roccia provenienti dal Cratone di Pilbara, nell’Australia occidentale, una delle regioni geologiche meglio conservate della Terra. Questi campioni, estratti da più di 100 siti diversi, sono stati portati in laboratorio, tagliati in sezioni sottili e sottoposti a riscaldamento progressivo fino a 590 gradi Celsius per separare i diversi segnali magnetici accumulati nel corso di miliardi di anni.

Il risultato? In un arco di circa 30 milioni di anni subito dopo i 3,5 miliardi di anni fa, una porzione della regione di Pilbara si è spostata in latitudine da 53 a 77 gradi e ha ruotato in senso orario di oltre 90 gradi. Un movimento reale, misurabile, dell’ordine di decine di centimetri all’anno. Per confronto, il team ha esaminato anche rocce della Barberton Greenstone Belt in Sudafrica, che nello stesso periodo risultavano sostanzialmente ferme vicino all’equatore. Parti diverse della crosta terrestre, quindi, si comportavano in modi completamente diversi. Esattamente come ci si aspetterebbe da un sistema tettonico attivo.

Cosa cambia nella comprensione del pianeta

Fino a oggi, gli scienziati discutevano animatamente su quando fosse iniziato il movimento delle placche tettoniche. Alcune teorie proponevano una “copertura stagnante”, cioè un guscio unico e immobile che avvolgeva l’intero pianeta. Questa scoperta elimina quella possibilità, almeno a partire da 3,5 miliardi di anni fa. La crosta era già segmentata, già in movimento.

C’è poi un altro dato notevole emerso dalla ricerca: la più antica inversione geomagnetica mai documentata. Il campo magnetico terrestre, generato dal ferro fuso in movimento nel nucleo del pianeta, ogni tanto si capovolge completamente. L’ultima volta è successo circa 780.000 anni fa. Ora sappiamo che accadeva anche 3,5 miliardi di anni fa, anche se probabilmente con minore frequenza rispetto a oggi.

Come ha sottolineato Alec Brenner, primo autore dello studio, la scommessa di analizzare migliaia di campioni per anni è stata ripagata ben oltre ogni aspettativa. E il professor Fu ha aggiunto una riflessione che vale la pena riportare: a un certo punto la Terra è passata dall’essere un pianeta qualunque, con materiali simili a quelli degli altri corpi del sistema solare, a qualcosa di unico. Il forte sospetto è che le placche tettoniche abbiano avviato questa trasformazione molto prima di quanto si pensasse, aprendo la strada alla vita stessa.

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