Una mucca che usa strumenti come un primate: la storia di Veronika ha lasciato la scienza a bocca aperta
Una mucca che seleziona con cura diversi lati di una spazzola per grattarsi parti specifiche del corpo. Sembra la trama di una vignetta comica, e in effetti lo era. Nel 1982 Gary Larson pubblicò la celebre striscia “Cow Tools”, giocando proprio sull’idea che i bovini fossero incapaci di usare oggetti in modo intenzionale. Eppure, uno studio pubblicato su Current Biology il 26 marzo 2026 racconta qualcosa che ribalta completamente quella battuta. Si chiama Veronika, è una mucca di razza Swiss Brown, e il modo in cui utilizza gli oggetti ha costretto la comunità scientifica a rivedere parecchie convinzioni sull’intelligenza animale.
Veronika non è una mucca qualsiasi. Vive come animale da compagnia presso la fattoria biologica di Witgar Wiegele, in Austria. Non è stata allevata per la produzione alimentare, ma trattata come un membro della famiglia. Più di dieci anni fa, Wiegele notò un comportamento bizzarro: Veronika raccoglieva bastoncini e li usava per grattarsi il corpo. Quando i filmati arrivarono nelle mani dei ricercatori, la reazione fu immediata. Alice Auersperg, biologa cognitiva dell’Università di Medicina Veterinaria di Vienna, ha dichiarato che non si trattava affatto di un gesto casuale, ma di un esempio significativo di uso di strumenti in una specie che quasi nessuno studia da una prospettiva cognitiva.
Esperimenti controllati e risultati sorprendenti
Per capire meglio cosa stesse accadendo, il team di ricerca ha messo Veronika alla prova con test strutturati. Una spazzola veniva posizionata a terra in diverse orientazioni, e gli scienziati osservavano come la mucca interagiva con l’oggetto. I risultati? Tutt’altro che casuali. Veronika sceglieva costantemente la parte della spazzola più adatta alla zona del corpo da raggiungere. Per le aree più ampie e robuste, come la schiena, preferiva il lato con le setole. Per le zone più delicate nella parte inferiore del corpo, passava al manico liscio. Anche i movimenti cambiavano: più ampi e decisi per la parte superiore, più lenti e precisi per quella inferiore.
Antonio Osuna Mascaró, primo autore dello studio, ha spiegato che Veronika non si limita a usare un oggetto per grattarsi. Utilizza parti diverse dello stesso strumento per scopi differenti, applicando tecniche diverse a seconda della funzione e della regione del corpo coinvolta. Questo tipo di comportamento viene classificato come uso flessibile e multiuso degli strumenti, ed era stato documentato in modo chiaro, tra le specie non umane, soltanto negli scimpanzé.
Perché questa scoperta cambia le carte in tavola
Il fatto che una mucca riesca a manipolare oggetti con la bocca, compensando l’assenza di mani, rende il tutto ancora più notevole. Veronika mostra un controllo attento dei movimenti e sembra addirittura anticipare gli effetti delle proprie azioni, adattando la presa e la pressione per ottenere il risultato desiderato. Secondo i ricercatori, le sue condizioni di vita hanno giocato un ruolo fondamentale. Un ambiente stimolante, interazioni quotidiane con gli esseri umani e la possibilità di esplorare liberamente oggetti diversi hanno probabilmente favorito lo sviluppo di questo comportamento cognitivo avanzato.
Questa scoperta rappresenta il primo caso confermato di uso di strumenti nei bovini e allarga il panorama delle specie capaci di dimostrare abilità simili. Il team sta ora indagando quali condizioni ambientali e sociali permettano a questi comportamenti di emergere, e invita chiunque abbia osservato mucche o tori usare bastoni o oggetti per azioni intenzionali a mettersi in contatto. Perché, come scrivono gli stessi autori, forse la vera assurdità non sta nell’immaginare una mucca che usa strumenti, ma nel dare per scontato che una cosa del genere non possa esistere.


