Apple dice addio al Mac Pro: fine di un’era per il desktop più potente
Il Mac Pro non esiste più, almeno non sul sito di Apple. La notizia è arrivata senza troppi clamori, quasi in punta di piedi, ma il peso di questa decisione è enorme. Il computer desktop più costoso e potente del catalogo Apple è stato ufficialmente rimosso dalla vendita, segnando la fine di un capitolo lunghissimo nella storia dell’azienda di Cupertino.
Per chi non lo conoscesse, il Mac Pro era la macchina pensata per i professionisti veri, quelli che lavorano con rendering 3D, produzione video di altissimo livello, composizione musicale complessa e flussi di lavoro che farebbero sudare qualsiasi altro computer. Era un prodotto di nicchia, certo, con prezzi che partivano da cifre a quattro zeri e potevano salire fino a livelli quasi assurdi nelle configurazioni più spinte. Ma rappresentava qualcosa di più di un semplice hardware: era una dichiarazione di intenti. Apple che diceva al mondo professionale “vi prendiamo sul serio”.
Perché Apple ha deciso di eliminare il Mac Pro
Le ragioni dietro questa scelta non sono state comunicate ufficialmente, ma il quadro è abbastanza chiaro. Con il passaggio ai chip Apple Silicon, tutta la linea Mac ha fatto un salto prestazionale impressionante. I Mac Studio e i MacBook Pro con chip M4 Ultra offrono oggi potenza paragonabile, e in alcuni casi superiore, a quella del vecchio Mac Pro, occupando molto meno spazio e consumando una frazione dell’energia. Il rapporto costo/prestazioni si era semplicemente ribaltato, e mantenere in listino una macchina così ingombrante dal punto di vista commerciale non aveva più molto senso.
C’è anche un aspetto simbolico che vale la pena notare. Il Mac Pro era l’ultimo baluardo della modularità estrema nel mondo Apple. Torre enorme, slot di espansione, possibilità di personalizzazione hardware quasi infinite. Un approccio che stride parecchio con la filosofia attuale dell’azienda, sempre più orientata verso dispositivi integrati, compatti e ottimizzati in fabbrica.
Cosa cambia per i professionisti Apple
Chi aveva bisogno di potenza bruta adesso viene indirizzato verso il Mac Studio, che nella sua configurazione massima con chip M4 Ultra è davvero una bestia. Non offre la stessa espandibilità del Mac Pro, questo è vero, ma per la stragrande maggioranza dei flussi di lavoro professionali è più che sufficiente. E costa sensibilmente meno.
Resta comunque un po’ di nostalgia. Il Mac Pro, soprattutto nella sua iconica versione a “grattugia” del 2019, era diventato quasi un oggetto di culto. Vederlo sparire dal sito Apple fa un certo effetto, anche a chi non avrebbe mai potuto permetterselo. Era il simbolo di una potenza senza compromessi, e adesso quel posto nel catalogo è semplicemente vuoto.


