Google lancia uno strumento per importare i dati da ChatGPT e altri assistenti AI direttamente su Gemini
Cambiare assistente di intelligenza artificiale senza perdere tutto quello che si è costruito nel tempo è sempre stato un problema. Adesso Google prova a risolvere la questione con una mossa piuttosto furba: una nuova funzione di importazione memorie su Gemini che permette di portarsi dietro preferenze, contesto personale e persino l’intera cronologia delle conversazioni avute con altre app AI.
Il concetto è semplice, anche se dietro le quinte la cosa è tutt’altro che banale. Chi usa ChatGPT, Claude o qualsiasi altro servizio concorrente si è probabilmente accorto di quanto tempo ci voglia prima che un assistente AI impari davvero a conoscere chi lo utilizza. Abitudini, relazioni, preferenze lavorative, tono delle risposte desiderato: sono tutte informazioni che si accumulano conversazione dopo conversazione. Ricominciare da zero su una piattaforma diversa è, francamente, una seccatura che scoraggia il passaggio.
Come funziona l’importazione su Gemini
La funzione si trova nelle impostazioni di Gemini ed è stata pensata per essere accessibile anche a chi non mastica tecnologia dalla mattina alla sera. Una volta attivata, il sistema genera un prompt specifico da copiare e incollare nell’app AI che si sta già utilizzando. Quel prompt chiede all’assistente attuale di produrre un riepilogo strutturato delle preferenze dell’utente, che poi va semplicemente incollato dentro Gemini. A quel punto, Gemini acquisisce i fatti chiave già condivisi altrove e sa già con chi ha a che fare.
Ma la parte più interessante riguarda la cronologia completa delle chat. Google consente di importare l’intero storico delle conversazioni in formato ZIP, con la possibilità di cercare tra i vecchi thread e, cosa non da poco, di continuare quelle conversazioni direttamente dentro Gemini. Non si tratta solo di leggere un archivio statico, ma di costruirci sopra.
Una strategia chiara per conquistare nuovi utenti
La mossa di Google racconta qualcosa di più ampio rispetto a una semplice funzionalità tecnica. Il mercato degli assistenti AI sta diventando incredibilmente competitivo e la portabilità dei dati potrebbe trasformarsi nel vero terreno di scontro dei prossimi mesi. Se passare da ChatGPT a Gemini diventa indolore, il costo psicologico del cambio si azzera praticamente del tutto. Ed è esattamente quello che Google vuole.
Resta da vedere quanto sarà fluida l’esperienza nella pratica quotidiana e se i riepiloghi generati dalle app concorrenti saranno davvero abbastanza ricchi da restituire un contesto completo. Ma l’idea di fondo è solida, e soprattutto manda un messaggio chiaro: Gemini vuole essere la destinazione finale, non un’opzione tra tante.


