ISS, la perdita d’aria peggiora: la NASA lancia un nuovo allarme

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La perdita d’aria sulla ISS peggiora: la NASA aggiorna sulla situazione dopo l’allerta per l’equipaggio

La perdita d’aria sulla ISS che va avanti ormai dal 2019 ha avuto un peggioramento significativo nei primi giorni di giugno 2026, costringendo la NASA e Roscosmos a rivedere i piani e a mettere temporaneamente gli astronauti in una posizione di sicurezza. Una situazione che tiene col fiato sospeso chi segue le vicende della Stazione Spaziale Internazionale, perché il problema non è nuovo ma sta diventando sempre più serio.

Il punto critico è il tunnel di trasferimento PrK, che si trova all’interno del modulo di servizio Zvezda, il segmento russo della stazione. Le crepe in questa sezione provocano una fuoriuscita lenta ma costante di atmosfera. Negli anni, Roscosmos ha applicato sigillanti sia temporanei che permanenti per contenere i danni. Ma evidentemente non basta più.

Il tasso di perdita sale durante le operazioni con la Progress 95

Secondo l’ultimo aggiornamento della NASA, durante la settimana del primo giugno, mentre erano in corso operazioni cargo con la navicella Progress 95, i tecnici russi hanno rilevato un aumento preoccupante del tasso di perdita: circa un chilo al giorno di aria. Sono state anche individuate nuove aree sospette all’interno del tunnel PrK, il che ha spinto Roscosmos a pianificare un intervento più invasivo. Il piano prevedeva il taglio di una staffa per accedere meglio a una zona potenzialmente responsabile della perdita d’aria sulla ISS. Però la NASA ha segnalato che questa operazione avrebbe potuto aumentare il rischio strutturale per l’area circostante. E qui le cose si sono fatte delicate.

Proprio a causa di quel rischio, la NASA ha ordinato ai quattro membri dell’equipaggio SpaceX Crew 12 e all’astronauta Chris Williams (arrivato a bordo della Soyuz MS 28) di assumere una postura di sicurezza rafforzata, nota come “safe haven”. In pratica, gli astronauti si sono rifugiati all’interno della capsula SpaceX Dragon mentre veniva valutata la procedura di riparazione. Una precauzione che dà l’idea di quanto la faccenda fosse presa sul serio.

Roscosmos ferma tutto per raccogliere più dati

Venerdì mattina, Roscosmos ha deciso di non procedere con la riparazione strutturale. La scelta è stata quella di fermarsi, raccogliere nuove misurazioni, ispezionare le aree sospette e ricontrollare i punti dove il sigillante era già stato applicato. La NASA ha fortemente appoggiato questa decisione, sottolineando l’importanza di avere un quadro più chiaro prima di intervenire su una struttura così delicata.

Dopo la sospensione dei lavori, l’equipaggio ha potuto abbandonare la posizione di safe haven e tornare alle normali operazioni a bordo del laboratorio orbitante. La perdita d’aria sulla ISS resta però un problema aperto, e la NASA ha confermato che continuerà a lavorare con Roscosmos e con tutti i partner internazionali della stazione per trovare una soluzione definitiva. Quello che è chiaro è che la pazienza e la prudenza, quando si è a centinaia di chilometri dalla Terra, non sono optional.

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