watchOS 27: cosa offre davvero il nuovo sistema operativo per Apple Watch
La presentazione di watchOS 27 durante la WWDC della scorsa settimana ha lasciato più di qualche perplessità. A prima vista, le novità sembravano poche, quasi invisibili. Eppure, come spesso accade con Apple, c’è parecchio da scavare sotto la superficie. Ne hanno parlato Michael Simon, Jason Cross e Roman Loyola nell’episodio 988 del Macworld Podcast, provando a capire cosa davvero cambia per chi porta un Apple Watch al polso ogni giorno.
Il punto di partenza è proprio quella sensazione di “poco” che la presentazione ufficiale ha trasmesso. Apple ha mostrato watchOS 27 senza troppi fuochi d’artificio, ma chi ha seguito con attenzione sa che alcune delle funzionalità più interessanti potrebbero essere state tenute da parte. C’è chi sospetta che le sorprese migliori arriveranno a settembre, quando i sistemi operativi raggiungeranno la versione finale. Non sarebbe la prima volta. E poi c’è un dato che fa riflettere: con questo aggiornamento, circa un milione di Apple Watch diventano ufficialmente obsoleti. Modelli che fino a ieri ricevevano supporto, adesso restano tagliati fuori.
Siri, Apple Intelligence e il nodo della compatibilità
Uno dei temi più caldi sollevati dagli ascoltatori del podcast riguarda Apple Intelligence e il suo rapporto con i dispositivi meno recenti. Qualcuno ha scritto di aver scoperto, con un certo disappunto, che il nuovo iPhone 17 non supporterà tutte le funzionalità di intelligenza artificiale. La domanda è legittima: chi resta fuori da Apple Intelligence sarà condannato alla vecchia Siri per sempre? Ci saranno miglioramenti anche per i dispositivi che non rientrano nella fascia alta?
Un altro ascoltatore ha posto una questione ancora più sottile. Quanto di tutta questa intelligenza artificiale sarà facoltativo? Oppure verrà imposto senza possibilità di scelta? Il paragone con Microsoft e la strategia aggressiva di Copilot su Windows è calzante. Quel tipo di approccio ha generato un contraccolpo notevole tra gli utenti, e non è detto che Apple voglia percorrere la stessa strada. Però, come fa notare chi ha scritto al podcast, nessuna azienda tech finora ha davvero reso l’intelligenza artificiale completamente opzionale. Tutti spingono perché venga usata il più possibile, perché solo così i modelli migliorano.
Tra passato e futuro: cosa aspettarsi da watchOS 27
Nel frattempo, il podcast ha anche dedicato uno spazio interessante alla storia di iOS, ricordando come funzionalità oggi considerate banali, tipo il copia e incolla o gli MMS, furono aggiunte solo con iPhone 3.0. Ken Kocienda ha raccontato perché l’iPhone originale ne era privo, un aneddoto che mette in prospettiva quanto il software Apple sia sempre stato un cantiere aperto.
Per chi vuole restare aggiornato su watchOS 27 e su tutto quello che ruota attorno all’ecosistema Apple, il Macworld Podcast è disponibile su Apple Podcasts, Spotify e sul canale YouTube dedicato. Le prossime settimane saranno decisive per capire se Apple ha davvero tenuto il meglio per dopo, o se quest’anno l’orologio intelligente di Cupertino si accontenta di un aggiornamento più discreto del solito.


