Alberi che si illuminano nei temporali: la scoperta mai documentata prima

Date:

Gli alberi si illuminano durante i temporali: la scoperta che nessuno era riuscito a documentare prima

Un gruppo di ricercatori della Penn State ha fatto qualcosa che sembrava quasi impossibile: catturare per la prima volta in natura le scariche corona sugli alberi durante un temporale. Parliamo di un bagliore elettrico, quasi fantasmatico, che si forma sulle punte delle foglie quando un temporale passa sopra una foresta. Era un fenomeno teorizzato da oltre settant’anni, ma nessuno c’era mai riuscito a osservarlo fuori da un laboratorio. Fino a ora.

La storia ha anche un lato avventuroso che vale la pena raccontare. Il team, guidato dal professor William Brune e dal dottorando Patrick McFarland, ha inseguito temporali lungo la costa orientale degli Stati Uniti a bordo di un minivan Toyota Sienna del 2013, modificato con un telescopio montato sul tetto. La meta iniziale era la Florida, famosa per i suoi temporali estivi quasi quotidiani. Ma il meteo non ha collaborato: per tre settimane le tempeste si sono dissolte troppo in fretta, senza lasciare dati utili. Il colpo di fortuna è arrivato sulla via del ritorno, in North Carolina, quando un temporale durato quasi due ore ha permesso ai ricercatori di puntare i loro strumenti verso un albero di liquidambar nel parcheggio dell’Università di North Carolina a Pembroke. È lì che tutto è cambiato.

Cosa sono le scariche corona e perché potrebbero ripulire l’aria

Le scariche corona sugli alberi si formano quando c’è uno squilibrio elettrico molto forte tra le nuvole temporalesche, cariche negativamente, e il suolo, dove si accumula carica positiva. Questa carica positiva risale attraverso il tronco e i rami, concentrandosi nei punti più sottili e appuntiti: le punte delle foglie. Lì il campo elettrico diventa così intenso da produrre un bagliore flebile, visibile soprattutto nella banda ultravioletta. A occhio nudo è praticamente invisibile, ma con gli strumenti giusti diventa uno spettacolo.

Per osservare il fenomeno, il team ha costruito il Corona Observing Telescope System, un telescopio newtoniano collegato a una fotocamera sensibile ai raggi UV, dotato di sensori per misurare l’elettricità atmosferica e di un sistema di calibrazione con lampada al mercurio. Con questo strumento hanno registrato 859 eventi di scariche corona sul liquidambar e 93 su un pino a foglia lunga nelle vicinanze. Ogni evento è durato da una frazione di secondo a diversi secondi. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Geophysical Research Letters.

Implicazioni per le foreste, il clima e la qualità dell’aria

La parte davvero affascinante riguarda quello che succede dopo. La radiazione ultravioletta generata dalle scariche corona è in grado di spezzare le molecole di vapore acqueo, producendo radicali ossidrile. Questi radicali sono tra i più potenti ossidanti presenti nell’atmosfera: reagiscono con gli inquinanti, compresi gli idrocarburi emessi dagli alberi stessi e il metano, un gas serra molto potente, trasformandoli in sostanze più facili da eliminare. In pratica, gli alberi sotto un temporale potrebbero contribuire attivamente a ripulire l’aria. Non è poco.

Restano però molte domande aperte. I ricercatori vogliono capire se queste scariche danneggiano le foglie nel lungo periodo o se gli alberi si sono in qualche modo adattati. Hanno anche notato piccoli danni sulle foglie nei punti dove si formano le scariche corona, sia in laboratorio che sul campo. Per approfondire, il team sta avviando collaborazioni con ecologi e biologi forestali. Il lavoro è stato finanziato dalla National Science Foundation americana, e potrebbe aprire una finestra completamente nuova sul rapporto tra foreste, atmosfera e salute ambientale.

Share post:

Subscribe

spot_imgspot_img

Popular

More like this
Related

Tim Cook lascia Apple: cosa satisfying dopo 14 anni alla guida Hmm, let me re-read the article and craft a proper title. Tim Cook...

Tim Cook lascia la guida di Apple: la fine di un'era dopo Steve Jobs Il ritiro di Tim Cook dalla carica di CEO di Apple segna un passaggio epocale per l'azienda di Cupertino, uno di quei momenti che ridefiniscono non solo una compagnia, ma un intero settore. Nessuno, è chiaro, avrebbe potuto...

Apple, Tim Cook lascia il ruolo di CEO: ecco cosa cambia ora

Tim Cook lascia il ruolo di CEO di Apple, ma non se ne va Tim Cook non è malato, non sta per trasferirsi in un'altra azienda e non ha intenzione di sparire dalla scena. Semplicemente, non sarà più il CEO di Apple. Questo è il messaggio emerso da un incontro con tutto il personale dell'azienda di...

Beats USB-C da 3 metri: il cavo che i fan Apple aspettavano

Il nuovo cavo Beats USB-C da 3 metri punta tutto su potenza e colore Chi possiede dispositivi Apple lo sa bene: i cavi di ricarica bianchi originali non sono esattamente il massimo in termini di resistenza, lunghezza e, diciamolo, personalità. È proprio qui che entra in gioco il cavo Beats USB-C,...

Fossili di dinosauri hanno ingannato gli scienziati per 20 anni

Fossili di piccoli dinosauri hanno ingannato gli scienziati per vent'anni Decine di fossili di dinosauro incredibilmente piccoli hanno tenuto in scacco la comunità scientifica per oltre due decenni. E la verità, alla fine, si è rivelata molto diversa da quello che quasi tutti si aspettavano. Quelli...