Il giorno in cui Apple cambiò per sempre: il 6 luglio 1997
Quel colpo di telefono arrivò in un momento che nessuno avrebbe potuto prevedere, eppure segnò una svolta destinata a riscrivere la storia della tecnologia. Il 6 luglio 1997, il membro del consiglio di amministrazione di Apple, Edgar S. Woolard Jr., alzò la cornetta e chiamò l’allora CEO Gil Amelio per comunicargli una notizia che non ammetteva repliche: doveva farsi da parte.
Non fu una conversazione lunga, né particolarmente diplomatica. Woolard era un uomo pragmatico, un veterano del mondo corporate con alle spalle la guida di DuPont, e sapeva che Apple stava attraversando uno dei periodi più bui della propria esistenza. Le vendite calavano, i prodotti non entusiasmavano più nessuno e la fiducia degli investitori era ai minimi storici. Amelio, arrivato alla guida dell’azienda di Cupertino nel febbraio del 1996, non era riuscito a invertire la rotta nonostante alcune mosse importanti, tra cui l’acquisizione di NeXT, la società fondata da Steve Jobs dopo la sua uscita da Apple.
La strada che riportò Steve Jobs al comando
Ed è proprio qui che la storia diventa affascinante. Quella telefonata non fu solo la fine dell’era Amelio, ma l’inizio di qualcosa di molto più grande. Con la rimozione del CEO, si aprì infatti la porta al ritorno di Steve Jobs, che da consulente informale sarebbe rapidamente diventato prima CEO ad interim e poi guida stabile di Apple. Una parabola che ancora oggi viene studiata nelle business school di mezzo mondo.
Il board di Apple aveva capito che serviva un cambio radicale. Woolard, in particolare, era convinto che solo una personalità visionaria potesse salvare l’azienda dal baratro. E Jobs, che nel frattempo aveva maturato esperienze cruciali con NeXT e Pixar, rappresentava quella combinazione rara di creatività e spietatezza strategica di cui Cupertino aveva disperatamente bisogno.
Un momento che ha cambiato la storia della tecnologia
Ripensandoci a distanza di quasi trent’anni, quel 6 luglio 1997 appare come uno di quei momenti chiave che ridefiniscono un’intera industria. Senza quella telefonata, probabilmente non avremmo mai visto l’iMac, l’iPod, l’iPhone. Apple sarebbe potuta diventare una nota a piè di pagina nella storia dell’informatica, invece che il colosso da migliaia di miliardi di dollari che conosciamo oggi.
La vicenda ricorda quanto le decisioni prese nelle stanze dei consigli di amministrazione possano avere ripercussioni enormi, ben oltre i confini aziendali. Woolard ebbe il coraggio di fare quella chiamata, Amelio ebbe la dignità di accettare la situazione, e Jobs ebbe il genio di trasformare un’azienda morente nella più grande storia di rilancio che il mondo tech abbia mai conosciuto. Una concatenazione di eventi partita da una semplice telefonata estiva, nel cuore di un luglio californiano che avrebbe cambiato tutto.


