Google Play taglia le commissioni: cosa cambia dal 30 giugno

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Google Play cambia le regole: commissioni più basse e pagamenti esterni dal 30 giugno

Le nuove politiche di Google Play stanno per ridisegnare il rapporto tra sviluppatori e piattaforma. Dopo la sconfitta legale contro Epic Games, Google ha raggiunto un accordo che porta con sé cambiamenti significativi: commissioni ridotte, opzioni di pagamento esterne e una serie di novità che entreranno in vigore il 30 giugno in mercati chiave come Stati Uniti, Regno Unito e Unione Europea.

La vicenda nasce da una battaglia legale che ha fatto epoca. Epic Games, lo studio dietro Fortnite, aveva trascinato Google in tribunale contestando le commissioni elevate e il controllo monopolistico sullo store. Il risultato? Google ha perso, e ora deve adeguarsi. Il CEO di Epic Games, Tim Sweeney, ha pubblicamente elogiato i nuovi piani, anche se le ragioni del suo entusiasmo non sono del tutto trasparenti.

Cosa cambia concretamente per sviluppatori e utenti

La novità più rilevante riguarda le commissioni di Google Play. Fino a oggi, il modello ricalcava quello di Apple: il 30% sugli acquisti in app e il 15% per chi rientrava nel programma dedicato alle piccole imprese o per gli abbonamenti rinnovati dopo il primo anno. Con le nuove regole, Google introdurrà opzioni di pagamento esterno, consentendo agli sviluppatori di indirizzare gli utenti verso sistemi di acquisto alternativi, con una commissione separata e più contenuta.

Questo è un punto che merita attenzione. Le politiche di Google Play si stanno muovendo in una direzione molto diversa rispetto a quelle di Apple. L’App Store di Cupertino, nonostante anni di contestazioni globali, mantiene sostanzialmente invariata la propria struttura commissionale nella maggior parte dei mercati. Google, al contrario, sta aprendo il recinto. E non poco.

Un precedente che potrebbe pesare su tutto il settore

La domanda vera è: questo cambierà qualcosa anche per Apple? La pressione normativa in Europa, con il Digital Markets Act già in vigore, spinge nella stessa direzione. Ma Apple ha sempre resistito con una determinazione quasi ostinata, concedendo modifiche minime e spesso solo dove obbligata dalla legge.

Il fatto che Google stia adottando commissioni più basse e permettendo pagamenti esterni crea un precedente difficile da ignorare. Gli sviluppatori avranno un metro di paragone concreto, e la differenza tra le due piattaforme diventerà ancora più evidente.

Per gli utenti, l’impatto potrebbe tradursi in prezzi leggermente più bassi su alcune app e servizi acquistati tramite Google Play, anche se molto dipenderà da come gli sviluppatori decideranno di gestire i risparmi sulle commissioni. Non è detto che il vantaggio venga trasferito al consumatore finale, ma il terreno è fertile perché succeda.

La partita, insomma, è appena iniziata. E il 30 giugno sarà solo il primo capitolo di una storia che promette di essere lunga e piena di colpi di scena.

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