Klarity Disk: un’utility Mac dal look accattivante, ma con qualche problema da risolvere
Quando si parla di analizzare lo spazio su disco del proprio Mac, le opzioni non mancano. Klarity Disk è una di quelle applicazioni che sulla carta promette bene: interfaccia pulita, prezzo contenuto e un approccio visivo alla gestione dei file. Sviluppata da Mukul Mehra, questa utility si propone come alternativa economica a soluzioni più note come DaisyDisk, offrendo in più alcune funzionalità di monitoraggio hardware. Ma funziona davvero come dovrebbe? Non del tutto, almeno per ora.
Il primo impatto con Klarity Disk è decisamente positivo. L’app si presenta con un’interfaccia elegante e intuitiva, senza fronzoli inutili. Sei temi cromatici diversi permettono di personalizzare la visualizzazione: Klarity, Arctic, Ember, Verdant, Blush e Ocean. Non è solo questione estetica, perché i colori aiutano concretamente a distinguere gruppi di file, cartelle e gerarchie a colpo d’occhio. La funzione Overview offre un riepilogo immediato dello stato del Mac, mostrando la RAM utilizzata, la capacità residua del disco, la timeline della memoria e i processi che stanno occupando la CPU. Poi c’è la modalità Disk Analyzer, che scansiona le cartelle più pesanti e identifica le applicazioni che divorano spazio sul disco. Tutto molto chiaro, tutto molto utile. Klarity Disk costa appena 6,99 dollari, acquistabile direttamente dal sito dello sviluppatore oppure dal Mac App Store, contro i 9,99 di DaisyDisk. Un risparmio che fa gola, soprattutto per chi cerca uno strumento semplice senza spendere troppo.
Il problema dei permessi che rovina l’esperienza
Ed ecco dove le cose si complicano. Klarity Disk permette di fare clic destro su un’applicazione per inviarla nel cestino, copiarla nel percorso del Finder o localizzarla direttamente. Sulla carta, funzionalità comode. Nella pratica, però, il tentativo di eliminare applicazioni genera un errore di permessi piuttosto frustrante, anche utilizzando un account con privilegi di amministratore. Il problema si è presentato con diverse applicazioni, il che suggerisce una questione di compatibilità più ampia, probabilmente legata alla versione di macOS in uso. L’aggiornamento a macOS 26.4 ha risolto alcune criticità riscontrate con Klarity Disk, ma l’errore sui permessi è rimasto. E questo è un peccato, perché mina proprio la funzionalità centrale dell’app: non poter cancellare file e applicazioni direttamente significa dover passare comunque dal Finder, rendendo il processo meno fluido di quanto promesso.
Vale la pena acquistarla adesso?
Va detto che lo sviluppatore fa alcune promesse apprezzabili nelle note dell’applicazione: nessun servizio cloud coinvolto, nessun account da creare, zero raccolta dati e nessuna analytics. In un’epoca in cui la privacy è diventata merce rara, questi dettagli contano. Klarity Disk nella sua versione 1.1 resta un prodotto con un enorme potenziale visivo e un prezzo molto competitivo, ma chi cerca un’esperienza completa farebbe meglio ad aspettare che vengano corretti i bug sui permessi. Per ora, rappresenta soprattutto un buon strumento di monitoraggio delle prestazioni del Mac, più che un’utility di pulizia affidabile al cento per cento.


