MacBook Neo: un portatile che si può riparare davvero (e i prezzi dei ricambi sono onesti)
Il MacBook Neo non è solo un ottimo computer a un prezzo competitivo. C’è un altro motivo, forse ancora più interessante, per cui vale la pena prenderlo in considerazione: è stato progettato per permettere la riparazione fai da te dei componenti hardware. E detta così, conoscendo la storia di Apple con le riparazioni autonome, sembra quasi una battuta. Invece è tutto vero, e Apple ha persino pubblicato il listino prezzi dei pezzi di ricambio, che risultano sorprendentemente accessibili.
Ecco alcuni dei prezzi disponibili sul Self Service Repair Store americano: la batteria costa 111,75 dollari (con un credito di 22,50 dollari alla restituzione del pezzo usato), il display 219,12 dollari (credito di 88 dollari), la tastiera 113,52 dollari (credito di 26,40 dollari), il trackpad 78,32 dollari, la logic board 219 dollari, il top case 175,12 dollari e il bottom case appena 34,32 dollari. Cifre che, per gli standard Apple, fanno quasi un effetto straniante.
Come funziona l’ordine dei ricambi
Per ordinare un pezzo di ricambio bisogna inserire l’ID del manuale di riparazione del MacBook Neo, scaricabile gratuitamente online. È il modo che Apple ha trovato per assicurarsi che chi ordina abbia almeno dato un’occhiata alle istruzioni prima di mettere mano al portatile. Per la logic board serve anche il numero di serie del proprio Neo. Un dettaglio curioso: lo store non sembra limitare la scelta dei ricambi in base al colore del dispositivo. In teoria si potrebbe comprare un bottom case in colorazione citrus per un MacBook Neo argento, oppure dei tasti in colorazione indigo (39 dollari) per sostituire quelli di un modello blush. L’unica cosa richiesta è l’ID del manuale (ZFXBHN), che certifica di avere “le conoscenze, l’esperienza e gli strumenti necessari per eseguire la riparazione prevista”.
Un nuovo processo produttivo che cambia le regole
Prima del lancio del MacBook Neo era emerso che Apple aveva sviluppato un nuovo processo produttivo, pensato per essere più rapido e meno costoso rispetto a quello utilizzato per i portatili attuali. Il risultato pratico più evidente è che, per la prima volta su un MacBook, non serve acquistare l’intero gruppo del top case per sostituire la tastiera. Per capire la portata del cambiamento basta un confronto: sul MacBook Air con chip M5, la riparazione della tastiera costa 412,72 dollari, oltre tre volte tanto rispetto a quella del MacBook Neo. È un segnale forte, che racconta un cambio di filosofia non da poco per un’azienda che storicamente ha reso le riparazioni autonome tutto fuorché semplici. E stavolta, almeno sui numeri, è difficile darle torto.


