Il MacBook Neo è un successo, ma gli accessori Apple restano un problema
Dimenticate per un attimo il MacBook Pro e il MacBook Air: il vero protagonista del momento è il MacBook Neo. Il nuovo portatile di Apple ha conquistato praticamente tutti, grazie a un prezzo accessibile e a una qualità costruttiva che i concorrenti Windows possono solo invidiare. Quando poi si aggiungono al quadro i Mac desktop e gli aggiornamenti recenti allo Studio Display, ci si rende conto che la lineup Mac non è mai stata così forte. Eppure, in mezzo a tutto questo entusiasmo, c’è un elefante nella stanza che nessuno sembra voler affrontare: gli accessori Magic di Apple, ovvero mouse e tastiere, continuano a non essere all’altezza del nome che portano.
Chi usa un Mac da parecchi anni conosce bene la storia. Il Pro Mouse senza secondo tasto. Il Mighty Mouse con quella pallina di scorrimento che smetteva di funzionare dopo poche settimane. Il famigerato mouse a disco da hockey dell’iMac G3, che ha fatto penare una generazione intera di utenti. E sul fronte tastiere? La vecchia Apple Keyboard del 2003 con i tasti che si incastravano, per non parlare della tastiera butterfly, talmente problematica da spingere molti ad acquistare MacBook Pro di generazione precedente pur di evitarla. Apple ha poi corretto il tiro con la Magic Keyboard, che offre un’esperienza di digitazione tutto sommato decente. Ma il Magic Mouse resta un oggetto difficile da difendere: la ricarica con il connettore sotto la scocca, il profilo così basso da favorire problemi di postura e la totale assenza di aggiornamenti negli ultimi undici anni parlano da soli.
Fuori dal giardino recintato si scopre un altro mondo
Qualcuno potrebbe obiettare che la Magic Keyboard e il Magic Mouse siano “sufficienti”. E forse lo sono, tecnicamente. Ma da quando Apple si accontenta del “sufficiente”? Lo slogan era “insanely great”, non “va bene così”. Basta guardare cosa succede fuori dall’ecosistema Apple per rendersi conto del divario. Le tastiere meccaniche, ad esempio, hanno rivoluzionato l’esperienza di scrittura. Non sono più solo roba da gamer: switch magnetici con punti di attuazione personalizzabili, opzioni hot swap per cambiare gli switch a piacimento, comfort di digitazione su un altro pianeta. E i mouse di terze parti? Che si cerchi un modello ergonomico, uno ultraleggero o uno pieno di pulsanti programmabili, le alternative sono infinite e quasi tutte superiori a quello che Apple propone. Certo, quasi nessuno replica il trackpad gestuale del Magic Mouse, ma vale davvero la pena rischiare tendiniti per quella funzione?
Nessun cambiamento all’orizzonte per gli accessori Mac
Il problema di fondo è che l’ecosistema Apple funziona troppo bene come trappola gentile. Chi entra nel walled garden raramente pensa di cercare alternative esterne. La maggior parte degli utenti Mac si tiene gli accessori di serie senza farsi troppe domande, anche perché la Magic Keyboard, confrontata con le tastiere a membrana del mondo Windows, resta comunque superiore. L’unica “innovazione” recente? Nuove opzioni di colore. Non esattamente una rivoluzione.
Un segnale interessante è arrivato nel 2024, quando Apple ha collaborato con Corsair per sviluppare versioni Mac della tastiera K65 Plus. Non era un prodotto a marchio Apple, ma ha dimostrato che a Cupertino non sono del tutto contrari all’idea di una tastiera meccanica. Peccato che il fronte rumor sia completamente silenzioso su eventuali aggiornamenti alla Magic Keyboard o al Magic Mouse. Nessuna voce, nessuna indiscrezione, nessun brevetto sospetto. Il che significa, molto probabilmente, che chi desidera accessori all’altezza del proprio MacBook Neo o Mac Studio dovrà continuare a rivolgersi altrove. Apple fa computer straordinari, su questo non si discute. Ma finché mouse e tastiere restano fermi al palo, il setup perfetto passa necessariamente per produttori terzi.


