AppGrid e la fine di Launchpad: Apple blocca gli aggiornamenti dell’app che prova a sostituirlo
Con macOS Tahoe, Apple ha fatto una scelta radicale: eliminare Launchpad e sostituirlo con la nuova app chiamata Apps. Una decisione che ha lasciato parecchi utenti spiazzati, spingendoli a cercare alternative di terze parti per ritrovare quella griglia familiare di icone a cui si erano affezionati. Tra queste alternative, AppGrid è diventata rapidamente una delle più popolari. Ma ora proprio Apple sta mettendo i bastoni tra le ruote al suo sviluppatore, e la situazione ha del paradossale.
Lo sviluppatore di AppGrid, Attila Miklosi, si è visto bloccare gli aggiornamenti dell’app sul Mac App Store. Il motivo? Secondo Apple, AppGrid viola una linea guida perché somiglia troppo a Launchpad. Che, va ricordato, Apple stessa ha rimosso. È un po’ come se qualcuno demolisse un parco giochi e poi multasse chi ne costruisce uno simile nel quartiere. Lo sviluppatore Michael Tsai ha portato alla luce la vicenda sul proprio blog, accendendo un dibattito piuttosto vivace nella comunità di sviluppatori e utenti Mac.
Un’app bloccata ma ancora in vendita: il cortocircuito dell’App Store
La parte più assurda di tutta la faccenda è questa: AppGrid non può essere aggiornata, eppure resta disponibile per l’acquisto sul Mac App Store. Apple continua tranquillamente a incassare la sua commissione del 30 percento su ogni vendita, mentre chi compra l’app si ritrova con un software che non riceverà più supporto né novità. Miklosi aveva promesso nella descrizione dello store una nuova versione con funzionalità avanzate come personalizzazione della griglia, raggruppamento delle app e possibilità di rinominarle. Tutto fermo, bloccato dalle regole di Cupertino.
La posizione di Apple si basa sulla protezione della propria proprietà intellettuale, il che può anche avere senso in linea di principio. Ma quando si tratta di una funzione che l’azienda stessa ha deciso di eliminare, e che con ogni probabilità non tornerà, la cosa diventa difficile da giustificare. Migliaia di persone hanno pagato AppGrid proprio perché replicava l’esperienza di Launchpad, e ora si ritrovano con un prodotto congelato.
La soluzione? Scaricare AppGrid direttamente dal sito dello sviluppatore
Miklosi ha deciso di non riprogettare l’app per compiacere le linee guida di Apple, e francamente è comprensibile. Ha spostato i propri sforzi sulla versione di AppGrid scaricabile direttamente dal sito ufficiale, Appgridmac.com. Tra l’altro, questa versione è anche più conveniente: sbloccare tutte le funzionalità costa 25 dollari con supporto per cinque Mac, contro i 30 dollari richiesti sul Mac App Store. Chi è interessato a provare l’app farebbe bene a evitare la versione dello store e puntare direttamente sul download dal sito.
Resta da vedere se Apple deciderà di intervenire anche su questa distribuzione diretta, anche se al momento sembra improbabile. E chissà, magari Launchpad farà il suo ritorno in qualche futura versione di macOS. Ma fino a quel momento, la vicenda di AppGrid rimane un esempio perfetto di quanto possano essere contraddittorie le politiche dell’App Store.


