Queuosina: il micronutriente sconosciuto che protegge cervello e memoria

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Un micronutriente nascosto protegge il cervello e combatte il cancro: dopo 30 anni il mistero è risolto

La queuosina è uno di quei nomi che quasi nessuno ha mai sentito pronunciare, eppure questo micronutriente gioca un ruolo fondamentale per la salute del cervello, la memoria e persino la difesa contro il cancro. Per oltre tre decenni, la comunità scientifica sapeva che doveva esistere un meccanismo di trasporto di questa sostanza nelle cellule umane, ma nessuno era riuscito a individuarlo. Fino ad oggi. Un team internazionale guidato da ricercatori della University of Florida e del Trinity College di Dublino ha finalmente identificato il gene SLC35F2 come la porta d’ingresso della queuosina nelle cellule, aprendo scenari completamente nuovi per la ricerca medica e per la comprensione del legame tra dieta, microbioma intestinale e salute globale. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences nell’aprile 2026.

La queuosina è un composto simile a una vitamina che il corpo umano non è in grado di produrre da solo. Arriva attraverso determinati alimenti e grazie ai batteri intestinali, quelli che compongono il cosiddetto microbioma. Nonostante la sua importanza, per decenni è rimasta ai margini della ricerca scientifica, quasi dimenticata. Valérie de Crécy Lagard, professoressa di microbiologia presso la UF/IFAS e tra le autrici principali dello studio, ha spiegato che la caccia a questo trasportatore andava avanti da molto tempo. Questa scoperta, nelle sue parole, apre un capitolo del tutto nuovo nella comprensione di come il microbioma e l’alimentazione possano influenzare l’espressione dei geni.

Come la queuosina influenza l’espressione genica e la costruzione delle proteine

Il ruolo della queuosina è tanto sottile quanto cruciale. Agisce modificando l’RNA transfer, quelle molecole che aiutano le cellule a leggere il DNA e a costruire le proteine nel modo corretto. È un po’ come un regolatore di precisione: non cambia il messaggio genetico, ma ne affina la traduzione. Un dettaglio piccolo, certo, eppure capace di influenzare processi enormi come la regolazione metabolica, la risposta allo stress e la protezione contro lo sviluppo tumorale.

Il gene SLC35F2, ora identificato come il trasportatore mancante, era già noto agli scienziati, ma per ragioni diverse. Era stato studiato per il suo coinvolgimento nell’ingresso di virus e di alcuni farmaci antitumorali nelle cellule. Nessuno, però, aveva capito quale fosse la sua funzione biologica normale in un organismo sano. Vincent Kelly, professore al Trinity College di Dublino e co autore senior dello studio, ha sottolineato come fosse noto da tempo che la queuosina influenza processi critici, dalla salute cerebrale alla regolazione del metabolismo, ma mancava il tassello fondamentale: capire come venisse recuperata dall’intestino e distribuita ai miliardi di cellule che ne hanno bisogno.

Una collaborazione internazionale che ha fatto la differenza

Identificata per la prima volta negli anni Settanta, la queuosina è rimasta per troppo tempo sottovalutata. Questo studio rappresenta una svolta non solo scientifica, ma anche culturale, perché riporta l’attenzione su un micronutriente con un impatto potenzialmente enorme sulla salute umana. Il progetto ha coinvolto ricercatori della University of Florida, della San Diego State University, della Ohio State University e di diverse istituzioni in Irlanda e Irlanda del Nord, con il supporto dei National Institutes of Health e di Research Ireland.

De Crécy Lagard ha ammesso candidamente che senza il contributo dell’intero team sarebbe stato impossibile arrivare a questo risultato. Ed è proprio questo il punto: alcune scoperte richiedono tempo, pazienza e la capacità di mettere insieme competenze diverse da angoli opposti del mondo. La queuosina, dopo trent’anni di attesa, ha finalmente trovato la sua strada. E con essa, si aprono possibilità concrete per nuove terapie legate alla neuroprotezione e alla lotta contro il cancro.

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