Radiografie deepfake ingannano anche i radiologi esperti: lo studio che preoccupa

Date:

Radiografie deepfake: quando anche i medici non riescono a distinguerle da quelle vere

Le radiografie deepfake generate dall’intelligenza artificiale hanno raggiunto un livello di realismo tale da ingannare persino i radiologi più esperti. Questo è il risultato allarmante di uno studio pubblicato il 24 marzo 2026 sulla rivista Radiology, edita dalla Radiological Society of North America. E no, non si tratta di uno scenario futuristico: sta succedendo adesso, con implicazioni che toccano la sicurezza sanitaria, le frodi assicurative e l’integrità delle cartelle cliniche digitali.

Lo studio ha coinvolto 17 radiologi provenienti da 12 istituzioni distribuite in sei paesi diversi, con livelli di esperienza che vanno dai principianti fino a specialisti con oltre 40 anni di pratica alle spalle. Sono state analizzate 264 immagini radiografiche, divise equamente tra scansioni reali e immagini generate dall’IA. Quando ai radiologi non veniva detto che nel gruppo c’erano anche radiografie false, solo il 41% riusciva a individuare quelle create artificialmente. Una volta avvisati della presenza di immagini sintetiche, la percentuale di accuratezza saliva al 75%. Un miglioramento significativo, certo, ma comunque lontano dalla certezza.

Nemmeno l’intelligenza artificiale riesce a smascherare sé stessa

Il dato forse più inquietante riguarda le stesse IA multimodali messe alla prova. Quattro modelli linguistici avanzati, tra cui GPT 4o, GPT 5, Gemini 2.5 Pro e Llama 4 Maverick, hanno ottenuto percentuali di accuratezza comprese tra il 57% e l’85%. Persino ChatGPT 4o, lo stesso strumento usato per generare le radiografie deepfake, non è riuscito a identificarle tutte. Significa che la tecnologia sta correndo più veloce delle contromisure disponibili.

Un altro elemento interessante è che l’esperienza clinica non ha fatto la differenza. Lo studio non ha trovato alcuna correlazione tra gli anni di carriera di un radiologo e la capacità di riconoscere le immagini false. Solo i radiologi muscoloscheletrici hanno ottenuto risultati significativamente migliori rispetto alle altre sottospecialità.

Come riconoscere una radiografia falsa e quali sono i rischi concreti

Il team di ricerca, guidato dal dottor Mickael Tordjman della Icahn School of Medicine del Mount Sinai di New York, ha individuato alcuni indizi visivi ricorrenti nelle radiografie deepfake. Le ossa appaiono troppo lisce, le colonne vertebrali innaturalmente dritte, i polmoni eccessivamente simmetrici. Le fratture simulate risultano pulite in modo sospetto, spesso limitate a un solo lato dell’osso. In pratica, le immagini false sembrano “troppo perfette” per essere vere.

I rischi sono tutt’altro che teorici. Una frattura fabbricata e indistinguibile da una reale potrebbe essere usata in cause legali fraudolente. Un attacco informatico a una rete ospedaliera potrebbe iniettare immagini sintetiche nelle cartelle cliniche, manipolando diagnosi e seminando caos clinico su larga scala. Per questo i ricercatori raccomandano l’adozione urgente di filigrane digitali invisibili incorporate nelle immagini e firme crittografiche collegate al tecnico che esegue l’esame al momento dell’acquisizione.

Come ha sottolineato lo stesso Tordjman, probabilmente quella che emerge oggi è solo la punta dell’iceberg. Il passo successivo nell’evoluzione delle radiografie deepfake sarà la generazione di immagini tridimensionali sintetiche, come TAC e risonanze magnetiche. Per questo il gruppo di ricerca ha già reso disponibile un dataset dedicato, completo di quiz interattivi, pensato per formare i professionisti sanitari a riconoscere queste minacce prima che diventino ingestibili.

Share post:

Subscribe

spot_imgspot_img

Popular

More like this
Related

Apple manda gli sviluppatori a un bootcamp per salvare Siri AI

Apple manda gli sviluppatori a un bootcamp per salvare Siri AI Il tanto atteso upgrade di Siri con l'intelligenza artificiale non sta procedendo esattamente come Apple avrebbe sperato. E la soluzione trovata dall'azienda di Cupertino è tanto pragmatica quanto rivelatrice: spedire i propri...

Gemini per Mac è ufficiale: l’IA di Google ora è un’app nativa

Gemini per Mac: l'app di Google che porta l'intelligenza artificiale direttamente sulla scrivania L'arrivo di Gemini per Mac segna un passaggio interessante nella strategia di Google, che ora punta a integrarsi in modo più profondo nell'ecosistema Apple. Non si tratta di una semplice scorciatoia...

iPhone ha una funzione nascosta che ti aiuta a dormire: ecco quale

Il trucco nascosto dell'iPhone per dormire meglio o concentrarsi al volo Non tutti sanno che ogni iPhone ha già integrata una funzione pensata per aiutare a rilassarsi, dormire o restare concentrati. Si chiama Background Sounds, è sepolta nelle impostazioni di accessibilità e non richiede nessuna...

Apple III: quando Apple consigliò di lanciare il computer sul tavolo

Quando Apple consigliò di lanciare il computer sul tavolo per risolvere un problema hardware Il 15 aprile 1981 rappresenta una delle date più bizzarre nella storia di Apple. Quel giorno l'azienda di Cupertino si trovò a difendere pubblicamente l'Apple III, un computer nato sotto una cattiva stella,...