Samsung supera Apple nella soddisfazione clienti per la prima volta in anni

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Samsung supera Apple nella soddisfazione clienti: cosa dice lo studio ACSI 2026

La soddisfazione clienti smartphone ha un nuovo leader solitario, e per la prima volta dopo anni non è Apple. Secondo l’ultimo rapporto dell’American Customer Satisfaction Index (ACSI), Samsung ha conquistato la vetta della classifica lasciandosi alle spalle la casa di Cupertino, che scivola al secondo posto con un punteggio in leggero calo. Le differenze sono minime, certo, ma in un mercato dove ogni decimale conta, anche un singolo punto percentuale racconta qualcosa.

Nel dettaglio, Samsung mantiene il suo punteggio fermo all’81%, mentre Apple perde un punto rispetto all’anno precedente, passando dall’81% all’80%. È la prima volta dal periodo 2020/2021, quando il Galaxy S20 aveva superato la serie iPhone 11, che Apple non condivide almeno la prima posizione. E non è un fatto banale, considerando quanto il brand californiano abbia costruito la propria immagine sulla fedeltà quasi religiosa dei suoi utenti. Dietro le due big, Google e Motorola (di proprietà Lenovo) condividono il terzo posto con il 77% ciascuna, entrambe in crescita di due punti. Il mercato nel suo complesso mostra segnali positivi: la media complessiva del settore è salita dal 78% al 79%, e anche i produttori minori hanno fatto un balzo notevole, dal 68% al 73%.

Il ruolo dell’intelligenza artificiale nel sorpasso

Ma perché Apple ha perso terreno? Una spiegazione plausibile riguarda l’introduzione, per la prima volta in questo studio, delle prestazioni delle funzionalità AI come parametro di valutazione. Il rapporto ACSI non fornisce i punteggi per singola azienda su ogni categoria, quindi non è possibile sapere con certezza come Apple si sia comportata su questo specifico fronte. Però qualche indizio c’è, eccome.

Le funzionalità legate all’intelligenza artificiale hanno ricevuto un punteggio complessivo dell’85%, piazzandosi tra le categorie più apprezzate dai consumatori. E qui il problema per Apple diventa evidente: l’iPhone 16 è stato commercializzato con lo slogan “Built for Apple Intelligence”, eppure al momento del lancio quelle funzionalità non erano ancora disponibili. Chi ha acquistato quel dispositivo nel 2024 e lo usa ancora oggi potrebbe non aver dato giudizi entusiastici in questa categoria. È un po’ come comprare un’auto sportiva pubblicizzata per il turbo, salvo poi scoprire che il turbo arriverà con un aggiornamento successivo. La frustrazione è comprensibile.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Detto questo, sarebbe esagerato parlare di crisi per Apple. Il calo è contenuto e il nuovo CEO John Ternus non deve certo farsi prendere dal panico. Però l’occasione per recuperare terreno è dietro l’angolo. Tutti gli occhi saranno puntati sul keynote del WWDC previsto per l’8 giugno, dove Apple potrebbe finalmente mostrare progressi concreti su Siri e sull’intero ecosistema di intelligenza artificiale. Se Cupertino riuscirà a mantenere le promesse fatte con mesi di ritardo, la soddisfazione clienti potrebbe tornare a salire già dal prossimo ciclo di rilevazioni. Il margine è sottile, la partita è ancora apertissima.

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