Apple WWDC 2026: Siri diventa un chatbot AI, ecco cosa cambia

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Apple annuncia la WWDC 2026: tutto ruota attorno alla nuova Siri

La WWDC 2026 è stata ufficialmente annunciata da Apple, e quest’anno la conferenza per sviluppatori porta con sé aspettative enormi. Si tratta della trentasettesima edizione dell’evento, ma il clima che si respira è diverso dal solito. Il motivo? Una rivoluzione attesa da anni per Siri, l’assistente vocale che Apple sembra pronta a trasformare radicalmente, affiancata dal debutto di iOS 27, macOS 27 e gli altri sistemi operativi di nuova generazione.

Come già accaduto lo scorso anno, la WWDC 2026 sarà un evento principalmente online, aperto gratuitamente a tutti gli sviluppatori. Una componente in presenza è prevista presso l’Apple Park di Cupertino, riservata a sviluppatori e studenti selezionati tramite una lotteria casuale. Il keynote e tutte le sessioni saranno disponibili tramite l’app Apple Developer, il sito ufficiale e YouTube, con oltre cento sessioni video e laboratori interattivi con ingegneri e designer Apple durante tutta la settimana.

La grande scommessa su Siri e l’intelligenza artificiale

Qui la faccenda si fa davvero interessante. Apple aveva presentato Apple Intelligence alla WWDC 2024, promettendo una Siri più intelligente, capace di comprendere il contesto personale, leggere lo schermo e integrarsi più a fondo con le app. Quelle funzionalità, però, hanno subito ritardo su ritardo: prima nel marzo 2025, poi alla WWDC 2025, e ancora mancando un obiettivo interno fissato per iOS 26.4. Insomma, una storia travagliata.

Stavolta Apple sembra voler fare sul serio. Nella comunicazione ufficiale, la società ha confermato che la conferenza metterà in luce “aggiornamenti incredibili per le piattaforme Apple, inclusi progressi nell’IA”. Secondo Mark Gurman di Bloomberg, la nuova Siri sarà una riprogettazione profonda che trasformerà l’assistente in un vero e proprio chatbot AI, con un’app dedicata che mostrerà le conversazioni precedenti in formato lista o griglia, chat fissabili e ricercabili, e bolle in stile iMessage. Siri dovrebbe anche integrarsi nella Dynamic Island, con un’icona animata durante l’elaborazione delle richieste, un pulsante “Chiedi a Siri” nei menu delle app di terze parti e un’opzione “Scrivi con Siri” nella tastiera. Ancora più significativo: Spotlight potrebbe essere sostituito da Siri come interfaccia di ricerca principale su iPhone.

La tecnologia alla base di tutto questo poggia sulla partnership pluriennale tra Apple e Google. I nuovi Apple Foundation Models si basano su Gemini, ma il processamento continuerà a girare sul dispositivo e nel Private Cloud Compute. In parallelo, Apple prevede di aprire Siri a chatbot AI di terze parti in iOS 27 tramite un sistema “Estensioni” nelle Impostazioni, ponendo fine all’esclusiva con OpenAI e consentendo agli utenti di indirizzare le richieste verso Claude, Gemini, Grok e altri.

Un anno “Snow Leopard” per tutto il resto

Al di là della rivoluzione Siri, iOS 27 viene descritto come un aggiornamento snello, un anno alla “Snow Leopard” concentrato su miglioramenti delle prestazioni, correzione di bug e pulizia del codice piuttosto che su grandi novità funzionali. Le eccezioni degne di nota riguardano le ottimizzazioni per il primo iPhone pieghevole di Apple, atteso per l’autunno, e nuove funzionalità legate alla connettività satellitare. macOS 27 condividerà lo stesso focus sulla stabilità e gli stessi aggiornamenti di Siri, ma con una novità pesante: abbandonerà definitivamente il supporto ai Mac con processore Intel. Al keynote verranno svelati anche iPadOS 27, watchOS 27, tvOS 27 e visionOS 27. Un evento che, numeri alla mano, potrebbe segnare uno dei punti di svolta più importanti nella storia recente di Apple.

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